A spasso tra le dune (sabbia nell'orlo dei calzoni)


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South America » Brazil » Rio Grande do Norte » Natal
February 17th 2015
Published: March 4th 2015
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Esco finalmente dalla regione amazzonica passando da quella che per secoli è stata la sua principale porta d'accesso, la decadente metropoli di Belém do Parà: l'ultimo saluto al grande fiume avviene al termine di un malinconico pomeriggio di pioggia trascorso sorseggiando birra "Amazonas" al tavolo di uno dei bar della zona del porto, da poco tutta accuratamente ristrutturata. Il sentimento di tristezza è dovuto principalmente al fatto di dover dire addio alla navigazione fluviale, per passare ora definitivamente a scomodi mezzi di trasporto su ruota; seguirò da qui in poi la linea della costa ed un sentiero tracciato da una serie infinita di dune di sabbia, che spero sapranno emozionarmi al pari della monotona distesa di vegetazione che per lunghe settimane ha accompagnato questo mio viaggio....

Tappa d'obbligo lungo il percorso è la città di Sao Luis, capitale brasiliana della musica reggae, in cui vengo accolto degnamente con le note in sottofondo di una "Jerusalem" di Alpha Blondy diffuse per le vie del centro in un torrido pomeriggio durante l'ora della siesta: vi trascorrerò un paio di giornate tutte all'insegna delle buone vibrazioni. Siamo nello stato del Maranhao e la foresta è ormai un lontano ricordo: lungo il litorale che si affaccia sull'oceano Atlantico si sono accumulate dune di sabbia a perdita d'occhio ed il paesaggio ricorda quello di un vero e proprio deserto, se non fosse per il fatto che che qui tra poco dovrebbe iniziare una vera e propria stagione delle pioggie, e l'acqua non mancherà di certo. Barreirinhas è la porta d'accesso al Parco Nazionale delle Lenzuola del Maranhao, così chiamato per la distesa chilometrica di candide dune di sabbia bianca che costeggiano la spiaggia, una visione eterea che scintilla in lontananza come un miraggio tra l'azzurro del mare ed il blu di un cielo ancora sgombro dalle nuvole. Poco lontano, ma raggiungibile solo in fuoristrada percorrendo improvvisate piste tra la sabbia e le piantagioni di anacardi, il piccolo villaggio di Atins sorge ai piedi delle dune ed in riva ad un placido mare: una ambientazione ideale da fine del mondo abitato dove trascorrere lunghe giornate di puro e dolce ozio, solo brevemente intervallate da escursioni tra le sabbie roventi alla ricerca di fantomatiche lagune dalle fresche acque cristalline, che solo in seguito scoprirò formarsi alla fine della stagione delle pioggie, cioè più o meno tra 4 mesi.

Adoro le dune, e l'idea di un deserto ad un passo dal mare, ma l'isolamento estremo di questo lembo di terra risveglia in me il desiderio della compagnia di altri rappresentanti della razza umana, e decido così di spostarmi più ad Ovest verso località maggiormente frequentate, ma non troppo; è così che capito a Jericoacoara durante i primi giorni del carnevale, quando un esercito di turisti di tutte le tipologie si sta per riversare in questo che un tempo era solamente un piccolo villaggio di pescatori: oggi le pizzerie occupano ogni angolo di ogni via, e lo sfruttamento commerciale raggiunge il suo apice proprio in questi giorni di festa. Trovo fortunosamente alloggio nello strampalato campeggio locale, dove la densità tendica in questo periodo raggiunge quasi livelli da imbarcazione amazzonica: io tendo la mia amaca sopra una tenda di baltici. La particolarità di Jericoacoara è che ogni sera, poco prima del tramonto, un lungo gregge di persone malferme sulle gambe (strategici carrettini di venditori di cocktails si dispongono lungo il percorso) percorre in fila indiana il tratto di spiaggia che conduce in cima alla grande duna che si innalza poco fuori dal paese; tutti a godersi il grande spettacolo offerto dal sole che ci saluta e si ritira a fine giornata; poi tutti ridiscendono (in rigorosa fila indiana) e, per quelli di loro che ancora si reggono in piedi, comincia la lunga notte della tranquilla Jeri.

Per chi ne avesse già abbastanza di dune e fastidiosa sabbia nella scarpe, l'entroterra dello stato del Cearà, il mitico Sertao di litfibiana memoria, può offrire un gradevole diversivo a base di altopiani rocciosi ricoperti da fitte foreste, profonde vallate, grotte e cascate, il tutto visitabile con comodità facendo base all'interno del Parco Nazionale di Ubajara. Passato solo per una scappata carnevalizia nella grande città di Fortaleza, giungo così al termine di questo viaggio in quella che può tranquillamente definirsi la capitale delle dune di tutto il Brasile, la simpatica Natal, nello stato del Rio Grande do Norte; qui si trova un parco cittadino (Parque das Dunas) immenso costituito essenzialmente da dune ricoperte di preziosissima mata atlantica, parte di ciò che rimane della foresta che un tempo correva lungo tutta la costa del Brasile; lo stadio costruito per i mondiali di calcio porta il nome di "Arena das Dunas", ed una grande duna, il Morro do Careca, sorveglia sorridente la bella spiaggia di Ponta Negra che accoglie calorosamente ondate di vacanzieri, e poco lontano, la grande distasa di dune di Genipabu è diventata un vero e proprio parco giochi con tanto di dromedari importati per l'occasione.

Infine, tutti mi consigliavano di andare a Pipa, non lontano da Natal, ma proprio per questo ho deciso di evitarla completamente....

Ma il carnevale è nel frattempo terminato, ed anche per il Mercante è ormai giunto il momento di spogliarsi delle sue vesti, riporle nell'armadio ed aspettare pazientemente una nave o qualche altro mezzo che lo riporterà lentamente nella sua lontana terra d'origine....


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