Viaggio tra le tribu' perdute del Rock'n'Roll


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Asia » India » Mizoram
January 19th 2012
Published: January 29th 2012
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Il Mizoram si appresta a festeggiare il 25esimo anniversario della sua pacificazione, quale occasione migliore per farci un salto e dare un'occhiata. Ma il vero motivo di questa mia incursione in terre incognite e' un atro: girano voci che da queste parti si nascondano delle popolazioni dalle caratteristiche alquanto particolari, uniche oserei dire per quanto riguarda il subcontinente indiano. Qui, tra verdeggianti colline ricoperte da sterminate distese di bambu', si suona il buon vecchio Rock'n'Roll!

Stanco di lunghe settimane passate a sorbirmi intere sessioni di musica "filmi" bollywoodiana sparata a massimo volume dalle autoradio degli autobus, canti devozionali amplificati dagli onnipresenti templi induisti, musica tradizionale, sutra buddisti e l'immancabile richiamo del muezzin urlato a squarciagola e senza pieta' alle prime luci dell'alba dalle migliaia di moschee di tutto il Bangladesh, il Mercante e' deciso a raggiungere queste tribu' perdute e a dare finalmente un po di meritato sollievo alle sue stanche e provate orecchie.

Una gradevole sorpresa nel Mizoram e' che qui la religione dominante e' il cristianesimo, in tutte le sue forme piu' strane ed esotiche: cattolici, anglicani, avventisti, pentecostali, metodisti, presbiteriani, luterani e via dicendo, tutti sono presenti con le loro scintillanti chiese, una o piu' di esse per ogni singolo vilaggio; ne consegue che il maiale esce finalmente dalla categoria degli animali considerati "impuri" per entrare dritto dritto nel menu' di tutti i ristoranti del paese. Il tipico pranzo, consumato tra le 9 e le 10 del mattino (!), consiste in una montagna di riso da condire con legumi, verdure cotte, salsa di peperoncino e cipolla ed infine lui, il re della tavola, grossi pezzi di suino (carne, grasso e cotenna tutto assieme) rosolati in padela e poi messi a bollire in acqua; va detto che qui, all'estremita' orientale dell'India, a causa dell'unico fuso orario in tutta la nazione, alle sei del mattino il sole e' gia' spuntato, anche in pieno inverno, e quindi si presuppone che per quell'ora lo stomaco sia gia' pronto per un sostanzioso pasto.

Dopo un impatto iniziale a dir poco sconcertante, la prima jeep che mi ha scorazzato per il Mizoram aveva come colonna sonora Avril Lavigne ed ogni volta venivo puntualmente scambiato per un missionario ed indirizzato alla piu' vicina chiesa, raggiungo finalmente la piccola capitale Aizawl, che si erge precariamente sulla sommita' di innumerevoli ripide colline; qui inizia la mia missione, facilitata anche dal fatto di essere giunto in citta' in un sabato: scovare un gruppo di giovani rokkettari e godermi le loro sbalorditive acrobazie musicali. Passo cosi' in rassegna vari negozi di musica ma rimango ancora una volta sorpreso nell'apprendere che qui il genere che va piu' per la grande non e' ne l'heavy-metal ne il punk-rock, bensi' il ben piu' moderato gospel! Non mi perdo d'animo e mi decido allora a chiedere direttamente al giovane della strada, che sia un tamarro del corso oppure un rozzo teppistello dei vicoli, quando, per puro segno del destino, mi appare poco lontano un soggetto riconoscibilissimo, il membro di una gang di motociclisti: moto Enfield elaborata, pantaloni di pelle e giacca in jeans con toppe nere e, per finire, elmetto tedesco della prima guerra mondiale con svastiche adesive su entrambi i lati! Il simpatico centauro riesce prontamente ad indicarmi il luogo dove si concentrera' l'azione questa notte: il teatro dell'Associazione dei Giovani Mizo.

La serata si rivelera' uno spasso, tenuta in considerazione la mancanza d'alcool dovuta al proibizionismo vigente in tutto lo stato: 5 gruppi rock si esibiranno con tre canzoni a testa, inframezzati da brevi sfilate di moda a cui parteciperanno le piu' pregevoli bellezze locali: giovani ragazze alte e snelle dai tratti somatici decisamente orientaleggianti che non sfigurerebbero per le vie della ben piu' ricca e sviluppata Bangkok. E la musica, davvero niente male: cover per la maggior parte, con tutti, cantanti e musicisti, decisi a dare il 110% nei pochi minuti concessi per la loro esibizione, per poi, spente le luci, smontare velocemente l'attrezzatura e lasciare il palcoscenico al prossimo gruppo.

Come dire, missione compiuta: lo spirito del Rock'n'Roll e' piu' vivo che mai e trovera' in ogni angolo di questo mondo ragazzi e ragazze pronti e decisi a tenerne alta la bandiera, in ogni condizione e a qualunque costo, seppur tra mille difficolta' e privazioni.

Rock'n'Roll will save our soul!!!


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