Breve cronaca di una crociera nei mari Indiani Orientali


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Asia » India » Andhra Pradesh » Visakhapatnam
January 19th 2017
Published: February 6th 2017
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Domenica, 15.1.2017 - Impiego tutta la mattina per trovare l'entrata principale del porto, sviato malamente dalle mappe di Google (il Mercante ha accettato la tecnologia) che mi spediscono ripetutamente nella zona industriale, tra nastri trasportatori, polvere nera e grossi cumuli di carbone, indispensabile per il funzionamento delle immense acciaierie che danno a Visakhapatnam l'orgoglioso soprannome di "Citta' dell' acciaio" dell'India; in realta' l'ingresso e' poco distante dalla stazione ferroviaria, anche se poi da qui inizia una vera e propria citta' nella citta' in cui districarsi autonomamente sembra impossibile. Sfinito, ricorro al servizio di un autoriscio' che paghero' salatamente ma anche inutilmente, dato che la biglietteria ha chiuso da poco, alle 11.30, essendo oggi uno dei tanti giorni festivi del calendario indiano: Makar Sankranti in questo caso. Dal mare, come per incanto, vedo avvicinarsi la grande sagoma della M.V. Nancowry, di ritorno da tre lunghi giorni di navigazione.

Lunedi', 16.1.2017 - Arrivo prestissimo alla biglietteria ma scopro che aprira' solamente alle 10.30, presumo per il fatto che oggi sia un giorno "post-festivo", per cui mi abbandono su delle polverose panche di pietra ed aspetto; attorno a me giace gente accampata chissa' da quando che dorme, si lava o fa colazione. Aprono, corro a ritirare 1 modulo rosa e 1 bianco in doppia coppia che, assieme alle mie 2 fototessere, 2 fotocopie del visto e 2500 Rupie, serviranno per l'ottenimento del mio prezioso biglietto; manca pero' ancora un ultimo passo da compiere: la visita all'ufficio immigrazione per il timbro d'uscita sul mio passaporto. Dove sara' mai questo ufficio? Dovro' ricorrere ancora all'aiuto di un provvidenziale autoriscio' di passaggio. Entro finalmente in ufficio solo per sentirmi dire che il timbro puo' essere messo solo il giorno stesso della partenza, cioe' domani! Se solo me lo avessero detto quelli che qui mi ci hanno mandato... Me ne vado sconsolato, ma questa volta, conoscendo ormai la zona del porto come le mie tasche, me ne torno in hotel tranquillamente a piedi, padrone incontrastato di queste lande scure e polverose.

Martedi', 17.1.2017 - Devo essere all'imbarco alle 7.00 ma, prima, dovro' passare dall'ufficio immigrazione che aprira' solamente alle 8.00! Riusciro' a prendere la nave? Trovero' ancora una branda libera su cui distendermi per i prossimi tre giorni?? Arrivo finalmente ai controlli e, dopo soli pochi minuti di coda sotto un sole gia' cocente, entro sul molo dove ad attendermi ritrovo la bianca, slanciata e rugginosa M.V. Nancowry; le nostre camerate sono come al solito giu' nelle profonde viscere della nave, ma fortunatamente su una capienza di 1200 passeggeri saremo si e no la meta': la traversata rischia di trasformarsi in una vera, comoda crociera! Ore 12.30, il primo pranzo si rivela abbondante e di ottima qualita', con ben due uova intere nel curry e non la misera testa di sardina che era lo standard nel viaggio precedente (2010); giusto il tempo di salire al sundeck sul ponte superiore ed ecco che la nave lascia la terraferma e si inoltra nelle scure acque del Golfo del Bengala. Ore 14.30, siamo partiti solo da trenta minuti e gia' tutti i lavandini sono intasati da scarti di cibo, ed escrementi di ogni forma ed aspetto ricamano le turche dei cessi: addio crociera di lusso...Per il resto devo dire che l'aria condizionata giu' da basso funziona egregiamente e, dato anche il numero ridotto di passeggeri, l'immondizia non ricopre ancora tutti i corridoi di passaggio. La Nancowry, va pero' ammesso, risulta in condizioni piuttosto disastrate.

Mercoledi', 18.1.2017 - Prima giornata intera di navigazione. Sveglia alle 6.30 per non saltare la colazione: un pure' di non so cosa condito con dello stufato piccante di verdure, una frittella di farina di lenticchie ed un bicchiere di te' al latte, che mi gustero' con dei provvidenziali biscotti comprati al negozio di bordo. Puntata veloce in apnea al cesso e poi su di corsa all'aria aperta, per godermi comodamente seduto su delle poltroncine in terrazza l'intera mattinata, illuminata da un confortante sole splendente; e' questa l'essenza di un monotono viaggio in nave: lasciarsi cullare dalle placide onde dell'oceano. Il sundeck della plebaglia e' pero' in una posizione troppo ventosa per poter essere goduto appieno, la piscina e' tristemente vuota ed arrugginita, il barettino apre solo ad orari astrusi e comunque non vende alcolici e non offre musica; ne approfitto per scrivere e leggere qualcosa; naturalmente sono l'unico straniero a bordo ma il resto della compagnia indiana preferisce starsene comodamente sdraiata giu' in branda. Pranzo ore 11.30 con riso, verdure e pesce; te' del pomeriggio alle ore 16.30 (al classico orario britannico delle cinque solo per le classi superiori); cena ore 18.30 con riso, verdure ed una polpetta incognita e poi tutti al salone cinema da 50 posti per assistere alla proiezione di un classico film strappalacrime di Bollywood.

Giovedi', 19.1.2017 - Altra giornata intera di navigazione; le onde cominciano a farsi sentire e l'andatura dei passeggeri e' ormai quella tipica da ubriaco: ottima copertura per gli eventuali beoni che non hanno rispettato il divieto di portare alcolici a bordo. Pessima conseguenza e' l'ondata di vomito che ha investito i miei compagni di dormitorio, con macchie rossastre che impiastrano tutto il pavimento ed intasano ulteriormente i gia' malmessi lavandini. Trascorro la giornata tra gli attesissimi appuntamenti alla mensa per il rancio ed un libro sulla vita di Sonia Gandhi che, con mio immenso stupore, non e' piemontese bensi' nasce nelle colline dell'alta provincia di Vicenza! La serata viene rallegrata in TV dal sempreverde Shah Rukh Khan e poi tutti a letto di buon'ora: domani si sbarca!


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