In giro per templi a Bhubaneswar


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Asia » India » Orissa » Bhubaneswar
January 14th 2017
Published: January 20th 2017
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Ci risiamo! Le ondate di freddo che puntualmente spazzano la pianura del Gange costringono anche questa volta il Mercante ad una precipitosa ritirata verso zone dal clima piu' favorevole, dove poter recuperare le forze perdute causa epidemie varie e preparare la strategia per un futuro contrattacco al Nord del paese. E dove scappare se ci si ritrova impantanati nel profondo Uttar Pradesh? La soluzione piu' semplice e' quella di piantare a terra un paletto di legno e con una corda misurare il raggio piu' breve da qui alla prima spiaggia che si incontra; fatto su una mappa in scala ridotta non dovrebbe comportare troppe fatiche. La risposta al nostro interrogativo si trova ancora una volta nella santissima e benedetta citta' di Puri, in Orissa. Qui, tra una giornata di ozio e l'altra, ritrovero' appieno le mie energie e potro' cosi' lanciarmi all'assalto della qui vicina Bhubaneswar, la grande citta' dai mille templi....

Non penso di avere mai parlato di templi induisti in passato, sara' che non ne so poi molto e comunque, con le sue migliaia di varie divinita', non e' proprio cosi' semplice avere una idea chiara di questa religione chiamata, piu' che altro per comodita', "induismo"; perche' allora andare ad impantanarsi in un argomento cosi' complesso e ad alto rischio di cazzate sparabili? Ma tant'e', posso provare a raccontarvi quello che io credo di sapere.

Esistono tre divinita' principali: Brahma, che se ne sta tranquillo ad osservare dall'alto, e poi Vishnu e Shiva che si contendono attivamente la venerazione e le preghiere di piu' di un miliardo di esseri umani. Vishnu gioca la carta dei numeri e puo' schierare ben 9 diverse incarnazioni, dette "avatar", tra cui Rama, Krishna ed addirittura Buddha! Viene spesso rappresentato con piu' teste e piu' braccia, in genere 4 braccia e anche una decina di teste, niente di speciale se paragonato alle mille paia a cui puo' arrivare in suo rivale buddista Avalokitesvara! Il suo "veicolo", il mezzo di trasporto di cui si serve abitualmente, e' il mitico uccello Garuda mentre la sua consorte e' la stimatissima Lakshmi, dea dell' abbondanza. Krishna viene spesso raffigurato blu e come un bambino, probabilmente con le mani in un barattolo di miele, con un piffero in bocca o intento a tampinare delle giovani pastorelle; essendo stato lui stesso allevato da una famiglia di pastori, le vacche rivestono tra i suoi adepti un'importanza elevatissima e si sconsiglia vivamente di ordinare una bistecca al sangue al ristorante in una delle citta' sacre legate a questo dio. Rama, popolare protagonista di un'epica tanto cara al nostrano Elio, il Ramayana, e' invece accoppiato alla fedele Sita e si avvale della collaborazione del possente Hanuman, il famoso dio scimmia dalla grossa mazza contundente (vedi foto nel prossimo blog). Tra questi due avatar non c'e' pero' competizione, con Rama che fatica considerevolmente a mantenere il passo del ben piu' quotato e fotogenico dio blu , lo stesso tra l'altro reso da noi popolare dalla setta dei suoi seguaci, i devoti e colorati Hare Krishna. Il loro rivale Shiva si gioca invece la carta della versatilita' e, secondo i suoi desideri, puo' manifestarsi in una moltitudine di forme, tra cui quella del "Mahayogi", signore dello yoga, del "Pashupati", signore degli animali e "Nataraja", signore della danza; il suo veicolo e' il bue Nandi (ancora niente bistecche) sua consorte la bellissima Parvati, figlia dell'Himalaya, ed il loro figlio e' il celebre Ganesh, il dio elefante spesso rappresentato con una zanna rotta ed un topolino tra i piedi.Shiva e' davvero molto popolare, sara' perche' viene sempre rappresentato nei panni di un aitante Tarzan in gonnellino leopardato e capelli lunghi, sara' forse anche per i suoi comportamenti spesso fuori dalle righe, come quello di fumarsi spesso un bel chilum di nascosto; tre particolari che non posso omettere: 1, dalla sua folta chioma rasta sgorga di rimbalzo il fiume Gange, 2, quando intona il sacro mantra "Om" in fronte gli si apre il terzo, 3, nei templi viene spesso rappresentato con una grossa pietra a forma di fallo detta Lingam.

E questa era la parte piu' semplice. Ora, come funziona questa religione? La regola fondamentale e' quella del Karma, cioe' piu' o meno il principio del -chi la fa l'aspetti-, secondo la quale il comportamento in questa vita determinera' la qualita' della tua futura reincarnazione, in una scala che prevede ai gradini piu' bassi qualche animale schifoso tipo topo, mentre all'apice si trova la prospettiva di uscire da questo rischioso ciclo si rinascite (samsara) e raggiungere in tanto ambito Nirvana, la pace infinita dei sensi. Come si salgono i gradini di questa scala? L'opzione piu' naturale sarebbe quella di vivere una vita onesta, rispettosa del prossimo e della natura, ma comunque non basterebbe; il fattore piu' importante rimane comunque quello del seguire le regole che dalla tua nascita l'appartenenza ad una casta impone: se fai parte delle caste piu' alte non te la passerai poi male, mentre tutto sara' piu' difficile scendendo verso il basso, fino ad arrivare agli sfortunati fuoricasta, destinati a compiere i lavori piu' umili e degradanti (ma non sempre peggio pagati). Se nasci donna sei fottuta. Ovviamente tutti possono guadagnarsi dei punti facendo dei pellegrinaggi, visitando i templi piu' celebri, facendo il bagno nei fiumi sacri in giornate propizie, elargendo offerte ai mendicanti e, nei casi piu' problematici, andando a morire a Varanasi faccendosi cremare sulle sponde del Gange.

Come funziona un tempio induista? Il principio fondamentale e' quello di andare a farsi vedere dalla divinita', che solitamente e' rappresentata da una statuaresa irriconoscibile a causa dei vestiti con cui e' agghindata, delle collane di fior iavvolte al collo e dai vari liquidi e paste che le vengono spalmati addosso; il fedele, provvisto di doni appositi (banane, fiori e noci di cocco andranno benissimo), si reca al tempio e, dopo una fila che nei santuari piu' celebri puo' arrivare a decine di ore, passa di sfuggita all'interno del sacrario, vede e si fa vedere, deposita i doni nelle mani di un sacerdote che in cambio impartira' una benedizione e vi spalmera' in fronte il classico bollino rosso; poi via verso l'uscita, sospinti dalla calca delle altre migliaia di pellegrini in coda.

Ed eccomi ora a Bhubaneswar in giro per templi: fortunatamente il piu' importante tra tutti, il maestoso Lingaraja, e' interdett ai non induisti, per cui posso risparmiarmi la coda chilometrica, mentre la vera attrazione sono i templi minori che punteggiano la zona della citta' attorno al sacro lago Bindu Sagar; mi aggiro curiosando tra alte torri ed alcuni particolari inaspettati, tra cui il pregevole arco d'ingresso del tempio di Muktesvara e le decine di sculture a tema erotico del tempio di Brahmeswara. Passano le ore e ad ogni angolo della strada spuntano dal nulla altri templi: questa giornata potrebbe non avere mai fine se non che, pressapoco al centesimo tempio, mi rendo conto che tutti sono praticamente repliche di uno stesso modello, tutti si assomigliano e non riusirei a distinguerne uno dall'altro! Tempo allora di andarmene via da questa citta' e scendere ancora piu' a Sud dove in porto c'e' una nave che mi aspetta.....


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