Rock the kasbah


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Africa » Morocco » Rabat-Salé-Zemmour-Zaer » Rabat
December 12th 2019
Published: December 21st 2019
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Scorrono tranquille le giornate qui in Marocco, inaspettatamente posizionato sullo stesso fuso orario dell' Italia anche se situato ben più ad Ovest; sono cosi' riuscito a trascorrere i miei primi due giorni nel paese indietro di un'ora rispetto a tutti quelli che mi stavano attorno, ma poco male. Meglio comunque farsi subito la mano ed abituarsi in fretta a tutti quei termini arabi a me ancora ben poco familiari. Innanzitutto "Medina", cioè la città vecchia, il centro più antico dell'abitato molto spesso circondato da mura o da cio' che ne rimane; qui si concentrano la gran parte delle attrazioni turistiche e degli hotel più economici (altro luogo a colpo sicuro è vicino alle stazioni di autobus e treni!) che bene riescono a riassumerne le principali caratteristiche: decrepiti, bui, sporchi, in generale di bassa qualità ma tutto sommato sempre molto pittoreschi. Nella medina, è un dato di fatto, ci si perde. Mi è capitato a Tangeri, anche se il suo posizionamento sul versante di una collina ne facilita enormemente l'orientamento (salendo si entra, scendendo se ne esce), a Rabat, nonostante le sue strade ordinate quasi ortogonali, ed è successo anche a Marrakesh; sarà forse per questo motivo che ho deciso di non passare da Fez, la cui medina è forse la più grande al mondo. Ai nostri giorni, comunque, il problema si risolve con l'utilizzo del cellulare e del suo GPS, innovazione tecnologica che ha portato alla pressochè totale scomparsa dell'ennesima categoria di lavoratori: quelli che per una piccola mancia ti aiutavano a districarti tra la ragnatela di vicoli e a condurti illeso fuori da quell'infernale labirinto apparentemente senza via d'uscita. Cuore pulsante della medina è il "Souk", il mercato principale della città, suddiviso in vari settori a seconda della tipologia di prodotto, con il risultato che se si è alla ricerca di una candela e si finisce per sbaglio nella zona delle calzature si dovrà faticare non poco per uscirne senza portare ai piedi un paio di babbucce gialle in pelle di cammello; una volta trovato il reparto candele si avranno poi a disposizione decine di negozi che venderanno tutti esattamente gli stessi prodotti, candele. Il souk è il luogo dove la contrattazione è diventata un'arte ed i suoi commercianti ne sono i principali maestri; perchè mai rifiutarsi di comprare un tappeto di 2 x 3 metri? Forse per non doverselo portare in giro per l'Africa per tre mesi? Non c'è problema, te lo spediamo noi direttamente a casa, basta che paghi! E che dire poi di un servizio da tè in argento massiccio, o di un set di tajine di varie dimensioni? Tutto purchè sia pesantissimo o comunque molto ingombrante! Superato questo ostacolo si arriva finalmente alla "Kasbah", la fortezza della città, molto spesso una vera e propria cittadella autonoma all'interno della medina o appena fuori dai suoi confini; oggi questo è diventato il regno di un'altra figura tipica di ogni città turistica degna di questo nome presente in Marocco: la "falsa guida". Un uomo ti si avvicina e comincia a snocciolare date, numeri e fatti sul luogo in cui vi trovate e non accenna a fermarsi nonostante il vostro chiaro disinteresse e praticamente manifesto fastidio; fate per andarvene e a questo punto cala finalmente la maschera: conosce un negozio dove fare aquisti a prezzi stracciati, oppure puo' portarvi in un ristorante tipico favoloso, puo' procurarvi gioielli, droghe, alcool e perfino donne, insomma, sarà disposto a fare qualsiasi cosa pur di riuscire a scucurvi qualche dirham con cui riuscire a sbarcare il lunario. A volte possono persino risultare utili, quasi sempre si rivelano solamente una seccatuta. Poco da dire invece sul "Mellah", il vecchio quartiere ebraico quasi onnipresente nelle città marocchine; sono ormai del tutto prive dei loro abitanti originari, rimangono a volte i nomi delle vie ed ancora più raramente una sinagoga ben nascosta e protetta dalla polizia, ma in fin dei conti ben poco oggi lo distingue dal resto della medina. Rabat ospita anche il "Cellah" ma si tratta di poche rovine ad un costo eccessivo, per cui l'ho accuratamente evitato anche se le sue mura, viste da fuori, sono risultate particolarmente fotogeniche. Infine un accenno alla "Ville Nouvelle", il quartiere costruito dei colonizzatori francesi all'inizio del secolo scorso per ospitare tra tutte le comodita' possibili i loro compatrioti; forse il migliore esempio di questa architettura si trova a Casablanca ma in questa città vi ho passato solo un paio d'ore, giusto il tempo per una visita alla grande Moschea di Hassan II con il suo imponente minareto di 210 metri, il più alto al mondo. Oggi le ville nouvelle vengono costruite dal governo del Marocco; per un mio giudizio meglio aspettare di essere fuori dal paese....


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