Quattro passi sul nuovo Sentiero dei Gringo


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South America » Peru » Piura » Máncora
December 12th 2014
Published: December 18th 2014
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Le due parole piu' temute dal viaggiatore che si ritrova a girovagare per il continente sudamericano sono senza ombra di dubbio "Gringo Trail", cioe' quel classico percorso che 9 turisti su 10 compiono seguendo i consigli di agenzie di viaggio o i suggerimenti dei loro predecessori, andando cosi' a creare un meccanismo perfettamente oliato di facili scarrozzamenti in autobus turistici climatizzati, comodi ostelli a misura di backpackers, prezzi sfacciatamente gonfiati e gente del posto trasformata in voraci avvoltoi pronti a spolpare il malcapitato viandante giunto da quelle parti, in luoghi che rimangono comunque tra i piu' belli ed interessanti di tutto il paese. Mi riferisco ovviamente al classico sentiero che da Lima scende verso Sud passando per Arequipa, Cuzco, Machu Picchu ed il lago Titicaca; non male in fin dei conti, ma il Peru' ha molto altro da offrire, ed un nuovo Gringo Trail sta a nostra insaputa venendo a crearsi nel Nord del paese lontano dai principali flussi turistici, ed e' proprio verso queste lande che sto ora per dirigermi.

Indiscutibile punta di diamante di questa nuova rotta e' la localita' balneare di Mancora, quasi al confine con l'Equador, dove le fredde correnti oceaniche che risalgono tutta la costa provenienti dai mari antartici cedono il passo a quelle piu' calde provenienti dalle zone equatoriali, risultando in una combinazione eccellente di acque sufficientemente calde, cielo azzurro e temperature ben al di sopra dei 30 gradi; e' questo un fatto piu' unico che raro in Peru', ed e' proprio per questo che tutti vogliono passare da qui, specialmente in questo periodo che porta verso le feste natalizie e di fine anno. Si tratta comunque di poco piu' di un grande villaggio, quasi una piccola cittadina, che riesce ancora a mantenere intatta la sua tranquilla atmosfera di lontano insediamento circondato dal deserto e protetto dalle montagne, anche se aumentano di anno in anno le orde di viaggiatori ed il sentiero dei gringo si e' gia' trasformato in un'ampia strada accuratamente asfaltata lungo la quale e' ormai possibile trovare tutto quello di cui si puo' avere bisogno.

Decido allora di abbandonare questa sorta di nuovo paradiso in terra e di recarmi a Trujillo, per allontanarmi da tutte le tentazioni andando alla scoperta delle rovine di un'altra di quelle numerose civilta´pre-incaiche che punteggiano la costa settentrionale del paese, specificatamente di quella dei Moche. Il sito archeologico della Huaca del Sol y la Luna si erge tra le sabbiose distese appena fuori dalla citta' moderna e si presenta sotto forma di un grande tempio a piu´livelli costruito interamente con mattoni di fango, una delle caratteristiche tipologie costruttive di questa zona; al suo interno sono state riportate alla luce ricche tombe di sacerdoti e personalita' importanti, contenenti grandi quantita' di oggetti preziosi ed utensili di uso quotidiano che, assieme alle immagini ed alle decorazioni che ornato i manufatti, ci hanno aiutato a capire la storia di questa ricca ma sfortunata civilta'. Grandi costruzioni di fango trovano un mortale nemico nelle pioggie e nell'acqua che le scioglie facendole letteralmente scomparire, ma resistono ottimamente nel clima arido e desertico della costa peruviana; quando pero', nel 600 d.c., le precipitazioni si abbatterono inaspettatamente in questi luoghi provocando inondazioni e devastazioni, la paura dilago' tra la popolazione, che corse a rivolgersi fiduciosa alla sua guida religiosa; essa cerco' allora di ingraziarsi la loro temuta divinita' suprema (un essere spaventoso con bocca felina, tentacoli di piovra al posto dei capelli, corpo da ragno ed occhi dall'aspetto allucinato) mediante una colossale profusione di sacrifici umani ed un inutile spargimento di sangue, che non servi' pero' a placare l'irruenza delle precipitazioni che portarono di fatto alla rovina dell'intera civilta'. Solo a posteriori possiamo ora comprendere la disparita' delle forze in gioco, cioe' quella di una classe sacerdotale impotente di fronte ad un fenomeno metereologico, oggi conosciuto universalemente con il nome di "El Ninho", che continua tuttora a provocare catastrofi negli stessi luoghi a distanza di piu' di un millennio.

Sazio di storie sul declino di civilizzazioni ed altri racconti truculenti, torno a rifugiarmi sulla costa, nella piccola citta' di Huanchaco, dove con sommo piacere mi ritrovo ad assistere al primo evento olimpico della mia pur breve vita: i secondi Giochi Bolivariani di Spiaggia! Sara' qui che per dieci giorni giovani da buona parte dell'America Latina antiimperialista si cimenteranno in specialita' balneari quali il surf, il tennis con i racchettoni e probabilmente anche le bocce ed il volo degli aquiloni...

Ma anch'io dovro' sottopormi alle mie prove, e quella piu' dura qui a Huanchaco si rivelera' senza dubbio la competizione spietata per un posto letto in ostello e la convivenza forzata con torme di giovani surfisti provenienti da ogni angolo del pianeta, armati di tavola e luoghi comuni, che riusciro' a sconfiggere solo grazie alla preziosa arma dell'esperienza; quello a cui pero' non ero proprio preparato, e che ha sul Mercante lo stesso effetto che ha la luce del sole sul conte Dracula, e' lo stridulo ed irritante suono prodotto da un immondo strumento conosciuto con l'inoffensivo nome di Ukulele, dal quale non riusciro' a liberarmi per tutti i giorni della mia permanenza qui sulla costa dell'Oceano Pacifico. L'unica soluzione sara' allora quella di rioltrepassare le Ande ed andare a rifugiarmi nel folto della scura e misteriosa foresta equatoriale amazzonica....


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