Vamonos! Strada spianata verso l´Oceano Atlantico


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South America » Peru » Loreto
December 25th 2014
Published: December 30th 2014
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Attraversare le Ande nella parte settentrionale del Peru' per raggiungere le porte della foresta e' ormai diventato un gioco da ragazzi: un comodo autobus notturno parte dalla citta' costiera di Piura ed arriva a Tarapoto dopo un viaggio notturno di circa 15 ore. Se si ha del tempo a disposizione si puo' pero' viaggiare di giorno, godendo cosi' del paesaggio e sostando qualche notte in cittadine piu' o meno interessanti; Jaen de Bracamoros e' una di queste, una delle antiche citta' sull' alto corso del Rio delle Amazzoni in cui si fantasticava l'ubicazione del leggendario Eldorado, ma che oggi puo´ solo accontentarsi di contendere alla vicina Bagua il titolo di citta' piu' bollente di tutto il paese; raggiungo quindi anche quest 'ultima, ma un cielo coperto da troppe nuvole ne altera il confronto.
Tutto questo per arrivare infine alla gradevole cittadina di Chachapoyas, situata a 2250 metri tra le profonde valli che caratterizzano questa parte della sierra; qui ci si puo' gratificare con pantagrueliche abbuffate di dolci ancora caldi da forno e titaniche dosi di caffe' coltivato su questi pendii, rilassandosi in un tranquillo ostello, stella nascente del nuovo sentiero del Nord. Perche' di motivi per giungere sino a qui ce ne sono davvero in abbondanza, a partire dalle non lontane rovine della citta' fortificata di Kuelap, i resti piu' impressionanti di quella civilta' preincaica ancora poco conosciuta che prende proprio il nome di Chachapoyas, passando per le maestose cascate di Gocta, le terza piu' alte al mondo, i misteriosi sarcofagi di Karajia appollaiati sulla parete della montagna, le mummie perfettamente conservate ritrovate ai bordi della Laguna dei Condor, fino ad arrivare a quel che rimane dell' originale Inca Trail, la strada che costruirono gli inca dopo aver assoggettato anche le popolazioni di questa zona: non male per una piccola citta' semisconosciuta del Nord del Peru'!
Ma il richiamo della foresta mi costringe a non trattenermi troppo, ed eccomi allora gia' in viaggio verso oriente, scendendo lentamente fino alla piccola Moyobamba, la citta' delle orchidee, benedetta da un clima eternamente primaverile (anche se qui all' equatore il sole picchia sempre duro...) e dalla fertilita' della valle dell' alto Rio Mayo, in cui potro' anche affinare le mie tecniche peschereccie, che partendo dal nulla si dovranno adattare alle misteriose caratteristiche di questi caldi ed oscuri fiumi delle zone equatoriali. Passo poi per Tarapoto, l' ultima grande, anonima citta' prima di attraversare definitivamente le ultime montagne e raggiungere, non prima di aver superato a piedi una grande frana che ha letteralmente inghiottito la strada, lo sperduto avamposto di Yurimaguas, spartano porto fluviale in cui potro' finalmente imbarcarmi e cominciare quella vita di fiume che caratterizzera' la seconda parte di questo viaggio...

Martedi' 23 Dicembre: Vado al porto di Yurimaguas per farmi un'idea: Eduardo V e VI sono in partenza oggi tra poche ore, ma io aspettero' domani perche' devo ancora fare gli ultimi preparativi e comprare le provviste, e comunque non ho fretta: voglio trascorrere il Natale sul Rio Huallaga.

Mercolerdi' 24 Dicembre: Di buon'ora vado al porto per accertarmi che anche oggi una nave sia in partenza: Eduardo V e VI non si sono ancora mosse! Salperanno oggi chi dice alle 13, chi alle 16 e chi alle 17; la lavagna appesa dice Hoy 17.30. Salgo a bordo alle 13 e sono praticamente il primo; mi accampo sul ponte superiore e monto la mia amaca con tutto lo spazio a disposizione. Ore 15.30, arriva altra gente ed il ponte si riempie rapidamente: buon segno, la nave partira'. Ore 23.30, siamo ancora in porto e continuano a caricare sacchi nella stiva; nel frattempo apprendo usi e costumi dei matrimoni pugliesi. Dicono che si partira' domani alle 12, ma come fidarsi? Vado a dormire...

Giovedi' 25 Dicembre: Sveglia alle 8 e non ci siamo ancora mossi; in mancanza di passeggeri stanno caricando di casse anche il primo ponte. E' Natale. Ore 11, mi fanno il biglietto (100 Soles) e mi confermano che si partira' oggi, inutile chiedere l'orario. Partiamo alle 12, puntualissimi! Pranzo alle 12.30 e cena alle 17.15, ma devo integrare. Mi godo il paesaggio dall'amaca: Rio Huallaga dalle scure acque marroni (le stesse con cui dovremo lavarci) popolate da simpatici delfini, foresta lussureggiante su entrambe le sponde, cielo azzurro ma con molte nuvole. Mi godo il tramonto.

Venerdi' 26 Dicembre: A mezzanotte abbiamo fatto scalo a Lagunas: buio assoluto. Mi risveglio ormai sul Rio Marañon, dalle acque decisamente meno scure. Salto la colazione alle 6.15, ma ci fermiamo in un pueblo e salgono a venderci juanes e banane. Pranzo e cena deliziosi. Sfiliamo senza fermarci davanti ad altri piccoli villaggi, alcuni dei quali sembrano decisamente accoglienti, ben tenuti e con poco fango. Dalle 22 un unico, infinito acquazzone e sembra che la nave sia andata a sbattere perche' siamo fermi: vado a prua e mi ritrovo immerso nella vegetazione, senza nessun segno di vita nei paraggi.

Sabato 27 Dicembre: Arriviamo alle 7 a Nauta, da dove parte una strada per Iquitos: scendono quasi tutti. Faccio colazione con due panini e una brodaglia dolce; stanno scaricando merce, percio' si ripartira' tra qualche ora. Dall'amaca controllo l'andamento del commercio delle banane verdi, gestito giu' sulla riva da famiglie di indigeni. Ore 10.30, passiamo la confluenza con il Rio Ucayali e da qui il fiume comincia a chiamarsi "Amazonas". Cielo buio e pioggia ininterrotta, ok: siamo decisamente nella stagione delle piogge; noi siamo all'aperto e con l'aria che tira fa decisamente freschino. Indosso la felpa ed aspetto trepidantela chiamata per il rancio. Ore 17.00, arriviamo al porto di Iquitos: sbarchiamo.


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2nd January 2015

Caro mercante..
...mi sa che lo Zio ti ha trovato....

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