Fin che il barco va.....


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South America » Brazil » Amazonas » Tefé
January 11th 2015
Published: January 26th 2015
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Martedi´6: Itapuranga III e´ ormai da cinque giorni ad aspettarmi al porto brasiliano di Tabatinga, ma questa volta me la prendo comoda e salgo a bordo solo un´ ora prima della partenza, fissata per mezzogiorno. Salpiamo e ci viene subito servito un delizioso stufato di carne: niente male come inizio navigazione, del resto siamo ormai su di una vera e propria nave e non piu´ su delle grandi bananiere come in Peru´; le fermate pero´ susseguono e le amache cozzano ormai le une contro le altre. Per fortuna abbiamo un terzo ponte sul tetto dove ci si puo´ liberamente svagare con un piccolo bar, delle sedie e la TV. Ore 15.45, suona la campana che chiama per la cena; ci deve essere un errore, o forse sono rimasto indietro di un paio di fusi orari, ma chiedo al vicino che mi conferma l´ora. Vorrei correre dal capitano per protestare, ma poi desisto; continua la distribuzione di dosi massicce di carne bovina, con molta probabilita´ allevata in pascoli appena ricavati disboscando ampie distese di foresta vergine. Ore 18, dopo il telegiornale di Rete Globo tutti a seguire le appassionanti trame della telenovela del momento: Imperio.

Mercoledi´7: 6.30, mi risveglio e siamo attraccati al molo di quella che sembra gia´ una piccola citta´: niente piu´ fermate nei villaggi qui in Brasile! La colazione e´ gia´ stata servita da un pezzo, probabilmente nel cuore della notte, e come ormai temevo il pranzo viene chiamato alle 9.45; la fila e´ lunga, si mangia su piu´ turni seduti attorno ad un tavolo da 20, per cui riusciro´ a ritardare di un paio d´ore. Ore 11.30, rimango senza pollo. Stiamo navigando sul Rio Solimões, cosi´ come viene chiamato in Brasile il Rio delle Amazzoni prima della sua congiunzione con il Rio Negro; il letto del fiume e´ davvero molto ampio, ma la presenza di grandi isole e numerosi canali secondari fa si che ci ritroviamo spesso a solo poche decine di metri dalla riva. Non fa per niente caldo qui sopra all´ aperto in balia del vento.

Giovedi´8: 3.45, sveglia in piena notte per non perdere la nostra fermata: si tratta di una sosta intermedia secondaria, per cui non si attracca ma veniamo scortati a riva con la piccola imbarcazione che come sempre la nave si trascina dietro. Siamo ad Alvarães, ed aspettiamo seduti sotto un portico che apra la caffetteria per un dolce risveglio a base di caffe´. Ore 6, il sole gia´ splende ed aprono i primo negozi: noi cominciamo a sospettare di essere davvero rimasti indietro di almeno un fuso orario.

Per arrivare a Tefe´, la nostra meta esattamente nel centro dell´ Amazzonia, dobbiamo prima prendere un taxi fino al vicino villaggio di Nogueira e poi, con una barca, attraversare il lago; sbarcato in citta´ devo subito prendere un´ altra imbarcazione e ritornare indietro a prendere quello che ho lasciato sul taxi: festeggio la riuscita dell´ operazione con un tuffo nelle calde acque del Lago di Tefe´, sorseggiando una bottiglia ghiacciata di Guarana´ sdraiato sulle sue sabbie dorate. Riprendo poi un´ altra barca e ritorno in citta´, dove trovero´ rifugio in un simpatico albergo ad ore. Il giorno seguente veniamo ospitati in un´ antica missione situata su di un´ altura poco fuori dal paese, per una giornata di riposo dello spirito trascorsa tra un´ escursione nella foresta dedicata alla ricerca delle pregiate noci del Brasile e la pesca nelle sempre ricche acque alla confluenza dei due fiumi.

Sabato 10: Ore12, la nave "Fenix" partira´ solamente alle 18, ma noi siamo stati cacciati dalla missione gia´ a meta´ mattinata; giriamo per il mercato, facciamo provviste e trascorriamo un rovente pomeriggio d´ attesa fermi in porto accampati sul ponte della nave. Ore 18, partiamo in orario; solito stufato per cena e densita´ amachica ancora accettabile; la mia e´ ormai tesa alla perfezione, anche se ora occupo un posto e mezzo: sembra un letto e dormo alla perfezione.

Domenica 11: Ore 6, mi risveglio per un salto in bagno e riesco fortunosamente a godere di un´ottima prima colazione a base di caffe´, pane e frutta fresca; siamo ancorati al porto di Coari, dove uno smisurato yacht crea una certa atmosfera monegasca. Ore 10, ripartiamo non prima di aver caricato una grossa quantita´ di materiale umano: densita´ abitativa di nuovo al limite del sopportabile: al mio fianco ho due amache sovrapposte " a castello". Ore 11, pranzo buffet a base di riso, spaghetti, fagiolata, pollo arrosto, pollo in maionese e qualcosa di simile a della segatura (solo piu´ tardi scopriro´ che si tratta di fariña di manioca, una delle basi della cucina brasiliana...), il tutto innaffiato da ottima acqua di sorgente presa dalla missione. Ore 12.30, mi assopisco con lo sguardo rivolto verso la selva di amache, mentre un neonato dondola sopra la mia testa. Ore 16, mi risveglio bruscamente e siamo fermi in una piccola insenatura a ridosso della riva: l´avvicinarsi di un temporale ha causato l´innalzamento di un forte vento e la formazione di onde minacciose: saggiamente aspettiamo che il peggio passi. Ore 18.30, il tempo trascorre lentamente tra un´occhiata alle mappe ed un giro su e giu´ per i ponti, fino a quando, ore 6 del mattino seguente, arriviamo alla Stazione Idroviaria di Manaus.

Poche doverose parole (ricorda qualcosa?) per ricordare Manaus, la grande metropoli brasiliana nel cuore dell´Amazzonia; anch´essa conserva le vestigia delle ricchezze accumulate durante il boom del caucciu´, il cui esempio piu´ eclatante e´ senza ombra di dubbio lo sfavillante Teatro Amazonas costruito nel 1896. Con il recente campionato mondiale di calcio del 2014 si e´ nuovamente ripresentata una sorta di frenesia costruttiva e, oltre all´apertura di alcuni uffici del turismo penosamente inefficenti sparsi per la citta´, ha portato anche all´innalzamento di una nuova opera faraonica, lo stadio di calcio "Amazonas" (ovviamente), che dopo le tre scoppiettanti partite del torneo mondiale e´ gia´ inevitabilmente destinato ad un penoso sottoutilizzo (la squadra locale, l´Atletico Rio Negro, milita solamente in terza divisione) e ad un rapido deterioramento sotto i colpi inesorabili delle piogge torrenziali dell´Amazzonia...


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