La via per la Transoxiana (il ritorno del mercante)


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Asia » Uzbekistan » Tashkent
December 1st 2009
Published: July 20th 2010
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UZBEKISTAN, 1° Dicembre 2009:





Sopravissuto a medioevali epidemie, sfuggito a torme di loschi briganti, lo Mercante è ritornato infine a percorrere la via e, approfittando dell'attuale pax tecnologica, lo ritroviamo a girovagare per le lontane contrade al di là del fiume Oxus , le terre di Tamerlano, e vuole con questo rendere omaggio all'autore de "La via per l'Oxiana", colui che scrisse "...Se ne avessi i mezzi, istituirei un premio per il viaggiatore giudizioso: diecimila sterline per il primo che riuscirà a ripercorrere la strada di Marco Polo leggendo tre nuovi libri alla settimana, altre diecimila se riuscirà anche a bere una bottiglia di vino al giorno. Un individuo simile avrà sicuramente qualcosa da dire sul suo viaggio."



TASHKENT

Devo ancora togliermi la ruggine di dosso a causa del lungo periodo di inattività, ma, dopo i 15 dollari pagati per una breve corsa notturna in taxi dall'aeroporto alla mia guesthouse, mi rendo subito conto di come gira l'economia di questo oscuro paese post-sovietico: tutto costa fondamentalmente una sega, basta contrattare SEMPRE! (con 15 dollari potevo attraversare il paese per tutta la sua lunghezza...); in bassa stagione si possono ottenere sconti sulle camere fino al 50%; al mercato nero la valuta locale assume una quotazione astronomicamente bassa: se in banca, dopo una estenuante trafila burocratica, si possono ottenere 1500 Som per ogni dollaro (qui la seconda valuta corrente), in strada te ne danno tranquillamente 1900. Considerando che in questo periodo l'euro ha raggiunto il suo massimo storico sulla valuta americana ( 1€ = 1,5 $), il mio soggiorno in Uzbekistan ha tutti i requisiti necessari per trasformarsi rapidamente in una piacevole passeggiata nel paese della cuccagna.
Come avrete ben capito, la città capitale, Tashkent, non mi ha impressionato in maniera particolare.....



BUKHARA

Qualcuno di importante, ma che non ricordo bene, disse che se La Mecca è il cuore dell'islam, Bukhara ne è senza dubbio il suo cervello. Per la precisione, lo era attorno all'anno 1000; poi la storia è andata come Con un centro storico splendidamente preservato e tuttora abitato, un numero esorbitante di madrasse, moschee, mausolei, minareti, caravanserragli, una imponente fortezza dove soggiornava l'emiro più temuto di tutta l'Asia centrale, un microscopico ma tuttora vivo quartiere ebraico, i resti delle antiche mura sparsi qua e la, un pulsante bazar dai prezzi ragionevolissimi e forse il miglior plov (piatto nazionale uzbeko a base di riso unto, verdure e carne di montone) del continente, a Bukhara è ancora possibile fare un salto nel passato, ritrovandosi tra vecchi in palandrana e calosce seduti all'ombra di un salice a sorseggiare the in una fresca chaykhana ai bordi di uno dei caratteristici serbatoi dell'acqua a forma di piscina.



KHIVA

Il bello di questa città è...... raggiungerla!
Lasciata Bukhara ci si ritrova subito nel deserto del Kyzylkum, delle sabbie rosse; un nastro d'asfalto disseminato di profondi crateri si inoltra tra le ampie distese, animate soltanto da sporadici cespugli spinosi, qualche furtiva volpe e vari posti di blocco della polizia sperduti nel nulla.
Dopo ore di monotonia giungiamo sulle rive dell'ampio corso del fiume Amu Darya, il leggendario Oxus, che qui sembra ancora convinto di poter raggiungere l'ormai agonizzante Lago d'Aral....
Alla fine del deserto appare l'oasi di Khiva, la cui città vecchia è stata quasi completamente trasformata in un asettico museo a cielo aperto: una Bukhara in miniatura svuotata dei suoi abitanti e tirata completamente a lucido, ad uso e consumo dei pochi turisti e delle tante coppie di sposi novelli sorridenti, nonostente il freddo vento siberiano ed il gelo tutto attorno.



SAMARKANDA

Arrivo in stazione nel cuore della notte: nevica e la città si estende su più colline; l'uomo del taxi fatica a tenersi in carreggiata e, schiacciando pesantemente sul freno, riusciamo ad attraversare con l'auto di traverso quasi tutti gli incroci che incontriamo....
La mattina mi ritrovo a camminare nella neve, ammirando a testa in su i grandiosi monumenti timuridi della città; tra portali imponenti, cupole scanalate di color turchese, slanciati minareti e la celeberrima piazza del Registan, spicca per la sua armonia lo Shah-i-Zinda, un gruppo di tombe monumentali, dove ancora i fedeli giungono da ogni angolo del paese a pregare e a rendere omaggio a coloro che nei secoli hanno dato splendore a queste terre un tempo desolate.



KOKAND

La Valle del Fergana si trova isolata nel cuore del continente, circondata com'è da alte montagne e percorsa da fiumi e canali che la rendono la più fertile e rigogliosa pianura di tutta l'Asia Centrale. Qui è nato Babur, il fondatore della dinastia Moghul, signore di un grande impero in India, che mai riuscì a consolarsi della perdita di questa sua cara terra natia.
Kokand, l'antica capitale del vecchio khanato che dominava la valle, è oggi una sonnolenta cittadina che rappresenta bene tutto quello che è l'Uzbekistan oggi: grandiosi monumenti dei tempi antichi, aristocratici edifici di epoca zarista, decadenti costruzioni di sovietica memoria, ed infine un grande vuoto, che i nostri giorni non sono ancora riusciti a colmare......



IL MULLAH NASRUDDIN:

- Afandi - chiese un uomo - è vero che tutto in questo mondo dipende da Dio? -

- Sì, dovrebbe essere vero! Perchè per ora tutto è così come voleva Dio! Se dipendesse da me, distruggerei la moschea e non resterei senza legna in inverno!


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