Teheran ZTL


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Published: August 28th 2013
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A modo suo il mio vicino di volo, che grazie a un intuito fuori dal comune aveva capito che non sono proprio iraniano, aveva provato a dirmelo. A Teheran, se avessi dovuto incontrare mai problemi sarebbero stati dovuti al traffico.

La città, almeno nella zona dove alloggio, è attraversata da larghe strade a tre corsie ma non è chiaro il loro senso di percorrenza. La maggior parte è sicuramente a senso unico ma sono così tanti ad andare contromano da rendere difficile capire in quale direzione dovrebbe muovere il traffico.

I taxi e le automobili più piccole, dal clacson decisamente facile, si fanno strada tra camion, furgoni biciclette e carri tirati a mano. Gli autisti si sporgono dai finestrini per comunicarsi con ampi gesti dove e come si supereranno. Per fortuna che è una zona a traffico limitato!

A momenti le strade si riempiono di sciami di motorini, molti dei quali con improbabili tettucci parasole fatti in casa. Spuntano all’improvviso in gruppi di dieci o venti appena il traffico rallenta e urtando camioncini e taxi si inseriscono ovunque. Corrono talmente tanto che il più delle volte, tagliandosi la strada a vicenda, salgono sul marciapiede in slalom tra merci, alberi e pedoni (che a differenza dei primi due non stanno fermi).

Insomma, già non è che sia un cuordileone quando si tratta d’attraversare la strada ma qui stanno oggettivamente cercando di uccidermi. Se non mi mettono sotto come minimo mi viene un coccolone la prossima volta che un motorino stracarico mi punta per schivarmi solo all’ultimo.

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