Vita da spiaggia nella citta' sacra del Signore dell'Universo.

Asia » India » Orissa » Puri

Indias flagPublished: January 3rd 2012Asia » India » Orissa » Puri
December 21st 2011

Non male Calcutta, soprattutto se ci si arriva all'alba, quando ancora la citta' dorme e tutto e' tranquillo e silenzioso; di giorno, come sempre, regna il caos tipico di tutte le grandi metropoli, al quale si puo' pero' sfuggire in due modi: utilizzando per gli spostamenti i frequenti ferry che attraversano il fiume Hooghly, oppure la comoda linea metropolitana sotterranea, la prima costruita in India e tuttore miracolosamente funzionante, e poi rifugiandosi nel fresco giardino del Victoria Memorial, maestoso palazzo costruito in memoria dell'ultima imperatrice, oppure nella vasta area verde del Maidan, una sorta di Central Park utilizzato dai giovani comecampo da cricket, dai piu' anziani come pascolo per le capre e da chiunque voglia camminare all'aria aperta lontano dai fumi e dal rumore del traffico che li circonda.

Basta poi allontanarsi dal centro per assaporare quell'atmosferasenza tempo che e' ancora cosi' facile ritrovare dappertutto qui in India: a Kalighat, nel tempio della dea Kali, ogni giorno decine di capretti vengono sacrificati per placare la sete di sangue di questa divinita' dai gusti cosi' particolarmente raffinati; con rapidi gesti di un rituale immutato da secoli, la testa dell'animale viene abilmente infilata tra due pietre levigate e poi zac, la mannaia si abbatte con sofisticata precisione facendo sgorgare il tanto bramato sangue.

Nonostante tutto il suo fascino, risulta anche molto facile abbandonare Kolkata: al calare delle tenebre, il sempre affidabile "Puri Express" parte dalla stazione di Howrah e, dopo una tranquilla dormita sui comodi sedili in finta pelle azzurra della Sleeper Class, si arriva di buon mattino nella dolce citta' di Puri, in Orissa, lo stato piu' settentrionale del Sud dell'India, cosi' lo definirei. Qui so che trovero' il sole ed il caldo di cui sento tanto la mancanza, e poi gia' conosco l'unica sistemazione le cui camere si affacciano direttamente sulla spiaggia, l'ideale per una breve ma tonificante vacanza al mare.

Un fascino del tutto particolare caratterizza questa localita': Puri e' una delle quattro citta' sacre poste ai punti cardinali dell'India e qui sorge il tempio di Jagannath, il Signore dell'Universo, uno dei piu' importanti e visitati di tutto il paese; lui e' una figura non antropomorfa nera con due grandi occhi rotondi spalancati, senza gambe, con le braccia ma senza mani ed un fratello ed una sorella non da meno; ricordano un po i personaggi di South Park! Ashram e Darhamsala ospitano migliaia di pellegrini e le cucine del tempio sfornano decine di migliaia di pasti gratuiti ogni giorno, ma l'accesso al suo interno e' proibito ai non hindu. A pochi passi dal tempio, direttamente sulla spiaggia, un'altra tipologia di fedeli si riversa nella lunga striscia di hotel che sorgono in citta': sono i vacanzieri di Kolkata che passano qui i loro week-end e soprattutto le loro vacanze natalizie, con il tutto esaurito ed i prezzi alle stelle che ne consegue, ci risiamo!

Lontano da tutti, un paio di chilometri piu' a Nord sulla costa, una piccola enclave di guest-house frequentate da viaggiatori stranieri offre riparo e tranquillita' dal caos che caratterizza questa sorta di Rimini indiana; Puri e' infatti meta di turisti zaino in spalla da ben lungo tempo, anche se ormai da qualche decennio la massa preferisce riversarsi sulle spiagge dorate di Goa e del Kerala, tralasciando questa piccola perla e permettendogli cosi' di conservare un certo fascino dovuto alla sua aria di abbandono e seclusione, lontana dalle principali rotte turistiche, in uno degli stati meno sviluppato di tutta la nazione. Uno dei motivi che contribuisce senza dubbio a tenere alla larga tanti occidentali e' la grande autenticita' del posto: i vacanzieri indiani si godono il mare (o meglio, oceano, con onde spaventose e correnti pericolosissime...) bivaccando sul bagnasciuga e riversandovi cumuli di rifiuti senza sosta; poco male visto che comunque un torrente di liquami si riversa direttamente in mare a pochi metri di distanza, direttamente in mezzi alla folla; e poi il grande spiazzo incolto lasciato libero tra la selva di hotel: qui i defunti hanno la possibilita' di essere cremati con vista mare, suscitando niente piu' che un poco di curiosita' e forse fastidio per il fumo acre che si spande tra il viavai di turisti in ciabatte ed occhiali da sole....

A noi stranieri tocca invece la prossimita' al villaggio dei pescatori: una lunga fila di capanne di paglia sorge direttamente sulla spiaggia, ospitando le famiglie di questi lavoratori stagionali del mare, che ogni inverno giungono fin qui dalle regioni dell' Andhra per sfruttare i pochi mesi di calma risparmiati dalla furia del monsone; e' gente dura e tutta d'un pezzo, che non esita ad utilizzare la spiaggia come proprio cesso, incurante degli sguardi importuni di qualche forestiero trovatosi a passare nel momento meno opportuno. Qui a Puri ho avuto anche il piacere di incontrare una folta comunita' di viaggiatori italiani, addirittura 3, con cui probabilmente potro' scambiare le uniche parole in lingua madre di tutto questo viaggio.



Non si puo' tralasciare un ultimo particolare: in qualita' di importante citta' sacra, il consumo e la vendita di bhang sono formalmente legalizzati ed incoraggiati, con il locale negozio governativo che rifornisce comodamente tutti noi pii fedeli, ansiosi anche qui, tra il sole e le palme di Puri, di trovare un po di tempo da dedicare alla nostra spiritualita', in tranquilla e rilassata meditazione.....

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Il Mercante
Alla costante ricerca di occasioni per facili guadagni, dopo essersi cucito con cura tutti i risparmi di una vita tra i risvolti e le pieghe delle sue ampie vesti, IL MERCANTE sta per imbarcarsi in un nuovo viaggio che lo porterà verso le lontane e mitiche terre d'Oriente, alla ricerca di ben note -leggendarie- oppurtunità di arricchimento. Quello che ne seguirà sarà il racconto, in parte necessariamente romanzato, delle sue imprese e dei guai in cui inevitabilmente finirà per cacciarsi. ... full info
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The Indus Valley civilization, one of the oldest in the world, dates back at least 5,000 years. Aryan tribes from the northwest invaded about 1500 B.C.; their merger with the earlier Dravidian inhabitants created the classical Indian culture. Arab in...more info

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