ODISSEA IN SUDAMERICA


Advertisement
Peru's flag
South America » Peru
December 12th 2008
Published: December 28th 2008
Edit Blog Post

Total Distance: 0 miles / 0 kmMouse: 0,0


Perù avanza!



Tumbes la piccola città della costa al confine con l'Equador ci accolse con un giocoso e continuo bip-bip di moto-taxi, taxi, combi, bus che festosi strombazzavano al nostro passare. Il "desarrollo" (lo sviluppo) economico che la nazione richiede per i Peruviani vuol dire anche "Ovunque tu vada puoi viaggiare sempre in macchina", ma tutto questo mal si conciliava con la nostra idea di avanzare a piedi e con lo zaino in spalla! Vinti da questo marketing persuasivo, dopo solo 1/2 giornata di Tumbes, decidemmo quindi di prendere il bus per Huanchaco. Beh... 10 ore di bus in mezzo al deserto difficilmente avremmmo potuto coprirle a piedi!
A Huanchaco visitammo le rovine pre Inka di Chan-Chan, dove vedemmo il "restauro più pazzo del mondo": da ben 60 anni centinaia di archelogi- restauratori-MURATORI stanno ricostruendo un immenso villaggio di sabbia in mezzo al deserto... con l'aiuto costante del vento che crea, disfa, sposta, dando così anche lui un suo valido contributo all'interpretazione archeologica. Ma Huanchaco non è solo storia, trovandosi sul mare, era per noi soprattutto CEVICHE ("sabroso" sushi Sudamericano), uno dei piatti tipici Peruviani.
Mentre gustavamo il nostro ceviche in un ristorante in riva al mare, assistemmo ad uno
"sport" molto alternativo: i cugini peruviani dei Crabarissi (abitanti di Cabras, un villaggio di pescatori di laguna vicino ad Oristano) si sfidavano all'ultima onda surfando sul loro fassoi (le canoe di giunco di Cabras) mentre tornavano dalla pesca.

Dopo un mese di mare, i venti andini ci spinsero ai piedi della Cordillera Blanca. In un battibaleno (12 ore di curve in strade a strapiombo sui canyon) giungemmo a Huaraz, capitale del trekking peruviano , onde per cui decidemmo di avventurarci per il percorso di Santa Cruz: una suggestiva camminata di 4 giorni dai 3.000 ai 4.700 mt tra famiglie rurali, fiumi, laghi, cavalli allo stato brado e, in lontananza, ghiacciai che, causa riscaldamento globale, sempre meno coprono le cime impetuose delle Ande.
Ragazzi, che freddo dormire in tenda a 4.200 mt! E mentre noi turisti super equipaggiati battevamo i denti per il freddo, il nostro arriero, che con i suoi muli ci accompagnava per trasportare il necessario per il campo base, procedeva tranquillamente con dei sandaletti di pura plastica (senza calze) e la notte a volte la passava all'addiaccio al "riparo" di una grotta!!!

Questo grandioso assaggio di Ande ci convinse a lasciare il solito percorso turistico (il famigerato Gringo Trail) e percorrere il nostro cammino verso Sud lungo la Cordillera, passando per il paesino coloniale di Ayacucho e le meno caratteristiche cittadine di Handawaylas e Abancay. I paesaggi furono incantevoli ed i villaggi rurali che attraversammo suggestivi ed affascinanti, i "campesini", anche se poverissimi, fieri di ciò che hanno: una casa di fango ed un fazzoletto di terra... al nostro passaggio ci sorrisero e salutarono nei loro coloratissimi vestiti tipici. Sono fieri della loro cultura, della loro lingua Quechua e dei frutti del loro lavoro... ed è proprio mangiando una gustosissima ed "orgogliosa" susina che entrambi incontrammo Gerdia che con la sua amica Salmonella, proseguì il viaggio con noi fino a Cuzco.

Dopo Cartagena, ci eravamo dimenticati cosa fosse una bella città: la coloniale città di Cuzco ci apparve stupenda, viva, ordinata, pulita e soprattutto in grado di offrire un'adeguata struttura medica per turisti che ci aiutò a scacciare i vari parassiti e batteri accumulati durante il viaggio...
Guardando la città di Cuzco dalle rovine dell'antico tempio di Sachsaywaman, si nota la sua forma di PUMA, di cui Sachsaywaman è la testa. Il puma insieme al condor ed al serpente è uno dei tre animali sacri della cultura Inka.
L'attuale città coloniale è stata costruita sopra le fondamenta ed i resti dell'antica città Inka e proprio il mix architettonico delle due culture è la peculiarità di Cuzco: questa mescla non si vede solo nell'architettura, ma anche nella religione, tant'è che il Cristo in croce porta spesso la gonna perchè la gonna allargata pare una montagna, la vera protettrice degli Inka; anche la Vergine è sempre raffigurata con gonne e veli triangolari che le danno l'aspetto di una montagna. La cosa più spettacolare però è un dipinto dell' "Ultima Cena" nella cattedrale di Cuzco nel quale Gesù Cristo offre ai suoi discepoli... il cuy (il porcellino d'India) il piatto da cerimonia tipico del Perù.
Dalla città di Cuzco, che in Quechua si chiama Qosqo e vuol dire "centro del mondo" si diramano le quattro arterie principali dei Cammini Inka, decidemmo di prenderne uno e, dopo quattro giorni di cammino attraversando sierra e giungla, in compagnia di freddo, pioggia e vento, comparve inaspettatamente una mistica città. Seguendo il lastricato sentiero avevamo incontrato diversi "posti di ristoro" costruiti dagli Inka, ma niente era paragonabile a questa città che battezzammo con il nome della montagna che la sovrasta Machu-Picchu (Vecchia Montagna). Massi di roccia granitica tagliati con perfezione millimetrica formavano questa città incantata, le cui mura finestre e porte furono costruite a forma trapezoidale per resistere ai terremoti. Vasche, canali di scolo, terrazze e templi facevano di questa città qualcosa di veramente fantastico e ancora oggi archeologi e scienziati si chiedono come sia stato possibile costruirla.
Altra prova dell'ingegnosità umana ci fu offerta dall'isola galleggiante degli Uros che, scacciati da altre civiltà, si videro costretti a creare la loro "terra" dentro il lago Titicaca; e fu così che, sradicando la totora (pianta lacustre simile al giunco) dal fondo del lago e poi legando tra loro le zolle venute a galla, crearono le loro isole galleggianti. Sulle isole tutto è assolutamente costruito con totora: case, canoe e catamarani, tavoli ecc... inoltre la totora si mangia ed aiuta gli Uros a mantere i loro dento bianchi e sani...davvero incredibile! A settant´anni denti bianchi ma con un artrite da paura!

STORIE DI PERÙ
1) COMBI: Secondo voi quanta gente ci può stare in un pulmino da 8? Attenzione ragazzi, per non far andare la gente a piedi, qui in Perù riescono a farci star dentro fino a 22 persone.
2) IL VASSOIO... QUESTO SCONOSCIUTO: Come si fa a dare lavoro a 10 persone in un ristorante che ha solo 2 clienti? Semplice: 1 ti porta il coltello, 1 la forchetta, 1 il bicchiere e così via... il vassoio pare uno strumento da rivoluzione industriale!
3) QUANTO SA DI LATTA IL LATTE ALTRUI (Peruviano). In un paese dove mucche, pecore, capre, alpaca abbondano, al supermercato si trovano Km di lattine di latte condensato o in polvere... perchè mai sarà? e di formaggio manco l'ombra!
4) LA TRISTE REALTÀ DEI PORTADORES E ARRIEROS: Il necessario servizio di portadores e arrieros rende possibile avventure come il Cammino Inka e Santa Cruz. I portadores sono uomini dai 15 ai 60 anni che trasportano tende, cibo, tavoli da campeggio, bombole ecc... in sacchi di yuta correndo tra pietre e fango tra salite e discese, calzando sandali di plastica e caricando fino a 20-30 Kg e mettendo così a repentaglio la loro vita. Anche se è quasi impossibile parlarci, perchè così vuole l'organizzazione (loro sono lì per servire il turista e non per diventarci amico), siamo riusciti a scambiare due chiacchere con alcuni di loro. È così che siamo venuti a sapere che per un lavoro estenuante di 4 giorni vengono pagati solo 35$, circa 1/10 di quello che paga un turista per fare il tour. Vengno sfruttati dalle agenzie e devono riporre tutte le aspettative loro e delle loro famiglie sulle mance dei turisti.



COME-ON PERÙ!



Tumbes, the small coastal town on the boarder with Equador welcomed us with a cheerful and continuous bip-bip of moto-taxis, taxis, combis and buses who happily honked as we passed by. The economic development the country requires, for Peruvians also means "Wherever you go, you should always go by car". All this did not really match with our intention to proceed on foot and with a backpack, but after a while, this pressing "marketing" convinced us to jump on a bus and reach Huanchaco. Well it would have been very hard to cover the 10 hours bus ride, through the desert, on foot!

When we reached the pre-Inka ruines of Chan-Chan near Huanchaco, we saw the "craziest restauration of the world"! For 60 years hundreds of archeologists, restaurators and builders have been reconstructing an immense village made of sand... in the middle of the desert!!... with the constant "help" of the wind which creates, destroys and moves sand, thus giving its valid support to the archeological interepretation.
However Huanchaco is not only history, being on the coast, for us it was above all CEVICE (the sabroso Southamerican sushi), one of the typical Peruvian dishes. While we tasted our ceviche in a restaurant by the sea, we assisted to a very alternative sport: the Peruvian cousins of the Crabarissi (inhabitants of Cabras, a small lagune-fishermen village close to Oristano) were surfing the waves on their "fassoi" (straw kayak which in Cabras is called fassoi) while returning from fishing!

After about a month by the sea, the Andean winds pushed us to the feet of the Cordillera Blanca. With an easy 12 hours journey through continuous curves in a dirt road (with high cliffs on deep canyons), we reached the town of Huaraz, capital of the Peruvian trekking; so we decided to adventure on the Santa Cruz Trek: a beautiful 4 days walk from 3000 to 4700 mt among rural families, rivers, lakes, wild horses and beautiful views of the glaciers which, due to the global warming, are starting to disappear from the Andean peaks. Guys how cold it is to sleep in a tent at 4200 mt! ... and while the super-equipped tourists were freezing, the porter, who preceded us with his donkey in order to prepare the base camp before our arrival, was proceeding with simple plastic sandals!... and sometimes he spent the night under a cave with only (maybe) a sleeping bag.

This great "taste of the Ande" convinced us to abandone the "Gringo trail" and continue towards South through the Cordillera reaching the nice colonial village of Ayacucho and passing through the less nice towns of Handawaylas and Abancay. The scenaries were spectacular and the rural villages were fascinating; the campesinos, even though really poor, were really proud of what they had (a mud house and a small piece of land) and they happily smiled at us in their typical colourful costumes. They seemed proud of their culture, their Quechwa language and of the fruit of their work; and it is by eating a tasty and "proud" prune (fruit of thier work) that we encountered "Gerdia", who, with her friend "salmonella", accompained us till Cuzco.

After Cartagena we had forgotten what a beautiful city was: the colonial city of Cuzco appeared wonderful, alive, well organized, clean...and, above all, it had an adequate medical assistance for tourists, which helped us to defeat all bacteria and parassites accumulated during the journey.
By looking at the city of Cuzco from the ancient Sachsay Waman temple, one can notice the city has a puma shape, of which Sachsay Waman is the head; together with the condor and the snake, the puma is one of the sacred animals of the Inka culture.
Todays colonial town has been built on the foundations and remains of the antique Inka city and the architectonical mix of the 2 cultures is the peculiarity of Cuzco. The mix of the 2 historical periods also had an impact on religion, for eg. Jesus on the cross often has a skirt because in this way it had a more triangular shape, like that of a mountain, the real protector of the Andean people. For this very reason even the Virgin Mary is always represented with skirts and veils which give her a triangular shape; however the most spectacular representation of the religious mix is a painting of the "Last Supper" in Cuzco's cathedral in which Jesus offers to his disciples... the CUY (guinea pig) another of Perù's typical dishes.

From the city of Cuzco, which in Quechua is called Qosqo and means "the center of the world", start the 4 main arterias of the Inka trails. We decided to take one of them and, after 4 days of walking among mountains, jungle, valleys, rivers with cold and rain, suddenly a mystical Inka city appeared . Following the stone path, one can find several "rest areas" built by the Inkas, but nothing was comparable to this city, which we called after the name of the mountain close by: Machu Picchu (Old Mountain). Enourmous granite stones, cut with millimetrical precision, form this enchanted city, whose walls, windows and doors are constructed in a trapezoidal shape in order to resist earthquakes. Baths, terraces and temples make of this city something really fantastic and still nowadays archeologists and scientists are wondering how it was possible to build it so many years ago.

Another proof of the human genius was offered to us by the floating islands of the Uros, a population who, unwanted by all other civilizations, was forced to "create" their land in the Titicaca lake. They eradicated the totora (a plant of the lake similar to straw) and, once the pieces of land floated, they linked them together with a rope, thus creating their floating islands. On the islands everything from houses to kayaks and cathamarans is made of totora; moreover the totora is edible and it helps the Uros to keep their teeth healthy and white... it's amazing, at 70 years of age they have really white teeth... but an incredible arthritis!

TALES OF PERÙ

1) COMBI: how many people do you guess can fit in a 8 seats mini-bus? Hey guys here in Perù walking has to be avoided, that's why in a mini-bus we have counted up to 22 people!
2) THE TRAY... SUCH AN UNKNOWN OBJECT!
How do you give work to 10 waiters in a restaurant with only 2 clients? Easy: one brings you the fork, one the knife, one the glass and so on... it seems like the tray is a tool of the industrial revolution!
3) TINNED MILK, WHAT A PASSION! Although this country is full of cows, sheeps, lamas and alpaca, if you go to the supermarket you find Km of tinned condesed milk and hardly any natural one...why would that be? If you're looking for cheese, you may wait till you go back to Europe.
4) THE SAD REALITY OF "PORTADORES" AND "ARRIEROS"
The important service of portadores and arrieros makes adventures such as the Inka Trail possible. Portadores are men between 15 and 60 years old, who carry on their shoulders camping material, food, tables etc (basically everything you need for the trekking)... and they do so, running up and down among the stones of the trail and often wearing only plastic sandals. Even though talking to them is almost impossible, because the organization wants them there to serve tourists and not to become their friends, we managed to exchange a few words with some of them. This is how we came to know that for an exausting 4 days work they are only paid 35 US$, 1/10 of what a tourist usually pays for his tour; they are completely exploited by tour agencies and put all their hopes on what tourists might (or might not) tip them.


Additional photos below
Photos: 27, Displayed: 27


Advertisement



29th December 2008

...indivia...
...1 commento al volo perchè nonostante sia in ritardo su 1 appuntamento dovevo dare 1 sguardo al viaggio che ho sempre desiderato fare!!!! ;o) ..il viaggio che state facendo è semplicemente ..meraviglioso.. vi seguirò come si può seguire un documentario in diretta e vi posso solo augurare di fare ..tutto quello che farei anch'io!!! a presto!! un bacio
29th December 2008

buon natale!!
fantastico...spettacolare...Siete Grandi !! Un bacio grande a tutti e due ! e auguri !!!
4th January 2009

Seems like another world,...
Hi Francesca and Pierpaolo, What a fantastic view in a (for me) totally different world. We always think that the 'norm' is where you come from yourself (Western Europe) but there are so many other civilizations out there. Have fun! Gert-jan
5th January 2009

e alloraaaa!!!
Grandi ragazziiiiiiii!!! S_P_L_E_N_D_I_D_I ! ! !
5th January 2009

ciao ragazzi!!!! come state? mi fa piacere vedere che state visitando posti lontanissimi, in tutti i sensi. buon Viaggio paride e ale

Tot: 1.379s; Tpl: 0.083s; cc: 7; qc: 47; dbt: 0.035s; 1; m:saturn w:www (104.131.125.221); sld: 1; ; mem: 1.4mb