Giorni di svago e relax a Yazd e Kerman


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Middle East » Iran » East » Yazd
August 25th 2007
Published: September 8th 2007
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Vista dall'alto, Yazd appare come una uniforme distesa marrone di basse case di fango punteggiata dalle cupole azzurre e dagli slanciati minareti, finemente decorati, delle sue moschee.
Cio' che risalta maggiormente e' la quantita' impressionante di badghirs, le antiche torri di ventilazione che servivano a rinfrescare le case durante le estati insopportabilmente calde e che ora costituiscono il tipico orizzonte urbano.
Sorgendo ai margini del deserto, in previsione di giornate roventi, trovo un rassicurante ricovero nel confortevole hotel in centro citta', dove passero' gran parte delle due settimane trascorse a Yazd collaudando i divani, bevendo the' e dando una mano in cucina.
Subito il secondo giorno mi gioco la gita culturale nel deserto: partiamo di buon mattino a bordo di una scassata pegeout senza aria condizionata e ci inoltriamo nel nulla fino ad arrivare ad Asr Abad, antico villaggio ormai abitato solamente da volpi e piante di pistacchio; tappa seguente a Karanaq, sito millenario molto piu' interessante che offre una gradevole veduta del fiume, in secca, nella valle sottostante. L'acqua viene comunque assicurata dai Quanat, un complesso sistema di canali che preleva alla sorgente e trasporta sottoterra fino ai pozzi in prossimita' delle abitazioni. E' possibile camminare di tetto in tetto sulle vecchie case di fango, ma le numerose buche testimoniano altrettante rovinose cadute.
La modestra moschea di epoca quajara non incanta, ma il suo minareto ha la caratteristica di essere oscillante, per cui non perdiamo tempo e ci addentriamo nella buia scala a chiocciola che pero' risulta troppo stretta per la nostra stazza; ci accontentiamo di stare a guardare dal basso un paio di ragazzini che su in cima si prodigano nello scuotimento fino a generare un leggero ma chiaramente percettibile oscillamento.
Senza aver procurato danni ce ne andiamo per l'ultima tappa, Chak-Chak, dove sorge uno tra i piu' importanti siti di pellegrinaggio zoroastriani: la delusione e' grande poiche' l'atmosfera e' rovinata dalle case di nuova costruzione destinate ad ospitare i pellegrini che, solamente per 5 giorni all'anno, si radunano qui per festeggiare con canti, balli e grandi mangiate. Tutte queste case sono prive di porte.
Qui ci viene offerta una esauriente spiegazione dei principi della religione fondata da Zarathustra e le impressioni si rivelano molto positive: un paio di connazionali sono gia' pronti a fondare il primo nucleo religioso nel nostro paese, ma probabilmente al solo scopo di sfruttare eventuali agevolazioni fiscali concesse dal nostro governo...
Rientrato a Yazd, non mi muovero' piu' dall'hotel e le serate passeranno sulla terrazza tra partite di poker a soldi (illegale), vino rosso poco vinoso (illegale), qualyam, la locale pipa ad acqua (da poco illegale a Yazd), teriok, prodotto tipico afghano (illegale) e partite di calcio giu' in strada (legale).
Trovata la forza di allontanarmi da Yazd mi trasferisco a Kerman, dove pero' l'atmosfera si rivela ben poco differente: l'afghanistan non e' lontano...


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26th September 2007

Vecchio!
Ciao Milano!! Sono uno dei tre Modenesi incontrati a Yazd, Fabio. Dimmi un po' come te la passi e come stai. Ricordatio che quando torni na birra te la dobbiamo offrire. Se hai tempo di scrivermi una mail mi fa paicere. Intanto ti leggo.
26th September 2007

ma vaaaa...
Non l'avevo letta.. Qui ci viene offerta una esauriente spiegazione dei principi della religione fondata da Zarathustra e le impressioni si rivelano molto positive: un paio di connazionali sono gia' pronti a fondare il primo nucleo religioso nel nostro paese, ma probabilmente al solo scopo di sfruttare eventuali agevolazioni fiscali concesse dal nostro governo... :) Senti, ma sei poi riuscito quindi a berlo il vino di Yazd? E a poker con chi giocavi, con l'Olandese?

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