Ed arrivarono le montagne!


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Asia » Pakistan » Khyber Pakhtunkhwa » Chitral
September 19th 2007
Published: September 29th 2007
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Il piccolo minivan supera agilmente il Lowari Pass a piu' di 3000 metri d'altezza e si entra cosi' nel distretto di Chitral, all'angolo a Nord-Ovest del Pakistan, un territorio decisamente remoto circondato dalle possenti cime dell'Hindukush.
L'aria e' frizzante e cristallina, una vera e propria boccata d'ossigeno dopo quella ammorbata delle grandi citta' di pianura; il cielo ritorna ad essere azzurro e con un po di fortuna le grosse nubi bianche si terranno lontane dalle alte cime che spiccano gia' innevate all'orizzonte.
Chitral e' il centro principale della regione ma si rivela comunque una tranquillo paesotto di montagna con un vecchio forte, antica sede della famiglia reale, ed una caratteristica moschea che ravviva il piatto paesaggio urbano. La valle e' dominata all'orizzonte dalla maestosa vetta del Tirich Mir, che con i suoi 7706 metri d'altezza rappresenta la cima piu' elevata dell'intero arco dell'Hindukush.
La gente del posto e' decisamente religiosa e conservatrice: nessuna donna per le vie del bazar e digiuno rispettato alla regola; le poche donne per strada si aggirano inosservate all'interno del loro burqa e solamente un piccolo temerario negozietto si avventura a cucinare qualche samosa, pakora e patata fritta durante la giornata.
E allora via subito anche da qui ,destinazione valli Kalasha: qui vive l'ultima popolazione non musulmana di quello che un tempo era chiamato Kafiristan, un territorio difficilmente accessibile ed assoggettato dai re afghani solamente alla fine dell'800; col tempo gran parte degli abitanti sono stati convertiti con la forza, ma in quella parte di territorio che dopo la definizione delle frontiere e' stato assegnato all'India britannica le tradizioni e la religione pagana sono sopravvissute piu' o meno intatte.
Sono solo tre anguste valli faticosamente raggiungibili con vecchie Jeep, e qui il tempo sembra essersi fermato a decine d'anni fa: una religione adorante si un unico dio creatore ma anche gli spiriti della natura, particolari usanze di segregazione delle donne nei periodi impuri, colorati vestiti e copricapi tradizionali e l'antica sana usanza di trasformare l'uva in vino!
Passo cosi' cinque giorni nella Rumbur valley, in completo isolamento dal mondo, ammirando il paesaggio bucolico dall'alto del balcone della guest-house a conduzione familiare che ospita assieme a me un'altra mezza dozzina di strani turisti occidentali. Le sere sono gelide e si pasteggia accompagnando il cibo con l'ottimo vino prodotto nella cantina adiacente: colore rubino, sapore fruttato con sentori di frutti di bosco, servito in bottiglie di plastica da litro e mezzo a temperatura ambiente, decisamente troppo bassa; noi contribuiamo con dell'ottimo fumo, anch'esso di produzione locale, e l'atmosfera si scalda cosi' fino ad un livello accettabile.
Ma l'inverno e' alle porte, percio' dico addio e buona fortuna ai simpatici kalasha, ritorno a Chitral e subito riparto verso Est, fino a Mastuj, sulla via per Gilgit.


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25th July 2009

E arrivarono le montagne
E' un posto meraviglioso nel quale un giorno spero di andare.

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