Forza Bangladesh: piu' vacanze per tutti!


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Asia » Bangladesh » Cox's Bazar » Teknaf » St. Martin's
January 7th 2012
Published: January 23rd 2012
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Puo' risultare difficile associare il Bangladesh ad una vacanza al mare, eppure non molti sanno che qui di spiaggie ce ne sono eccome, tra cui quella che puo' forse vantare il titolo di "piu' lunga al mondo": un tratto ininterrotto di sabbia lungo ben 120 Km! E' per questo motivo che arrivo a Chittagong, il piu' grande porto del paese, una citta' sporca e caotica ma dal nome che mi ispira fiducia; qui infatti trovo subito qualcosa da fare: pochi chilometri piu' a Nord, lungo la costa, sorgono numerosi cantieri dove vengono demolite le navi in disuso provenienti da tutto il mondo: una buona occasione per andare a rovistare in cerca di buoni affari. Ma come previsto, l'accesso alla spiaggia dove sono arenate le navi e' sbarrato da alti cancelli e le guardie all'ingresso sono irremovibili e, con mio grande stupore, incorruttibili! Mi accontento allora di passeggiare lungo la strada dove i lavori proseguono, anche se su scala decisamente piu' ridotta: lavoratori esperti smontano pezzo per pezzo i vari macchinari e tagliano grossi pezzi di lamiera; nulla viene sprecato e tutto si puo' riutilizzare. La parte piu' interessante risulta ovviamente costituita dai numerosi negozietti improvvisati che rivendono tutto il materiale recuperato, dalle piu' avanzate aparecchiature tecniche di bordo ai piu' umili ma pur sempre preziosi spazzoloni per il cesso delle cabine di qualche vecchia nave da crociera!

Il clima e' ormai decisamente balneare e decido cosi' di ripartire al piu' presto verso Cox's Bazar, la principale meta turistica del Bangladesh, la vera e propria Rimini di questa nazione senza alcool e senza costumi da bagno; qui il mare c'e' eccome, con le tranquille onde della baia del Bengala che si infrangono su una sterminata spiaggia per lo piu' deserta ma che, nella zona dove si concentrano tutti gli hotel, si anima improvvisamente con ombrelloni e lettini tigrati e frotte di bagnanti chiassosi giunti fin qui a godersi questo caldo sole invernale. Certo per loro il divertimento non manca, ma io cercavo qualcosa di piu' tranquillo ed esclusivo: decido allora di puntare verso la solitaria isola di Sant Martin, all'estremo Sud del paese, lontana da tutto e da tutti, come descritto dalla mia guida di seconda mano datata 2004....

Dal porto di Teknaf, con una precaria "slow boat" di legno carica all'inverosimile di sacchi di riso, gabbie di galline, gente del posto e me, dopo tre ore di lenta nazigazione sotto un sole cocente, si arriva finalmente a questa che e' una vera e propria isola corallina come di quelle che si vedono nelle cartoline: 8 chilometri quadrati di palme e campi di riso, spiaggie e scogliere di corallo, acque azzurre e barche di pescatori; peccato che di questo luogo stupendo e delle sue potenzialita' se ne siano accorti anche molti bengalesi e, su una popolazione di 160 milioni, anche solo l'1% di essi significa un numero spropositato di vacanzieri che si riversa su questo piccolo lembo di terra dall'ecosistema cosi' instabile e delicato. Sono cosi' spuntati decine di piccoli resort e numerosi ristorantini pronti ad accogliere le centinaia di persone che ogni giornio vengono scaricate al porto da ben 6 grossi traghetti partito dalla lontana Cox's Bazar: la quasi totalita' di essi si macina 4 ore di autobus e 4 ore di nave per poter passare anche solo poche ore sulla spiaggia, gustare del buon pesce e rientrare a tarda sera nel loro accogliente hotel da dove erano partiti alle 5 del mattino! Tutto questo per 4 mesi all'anno, poi l'isola chiude a causa dell'arrivo delle pioggie: in questo caso, a mio avviso, una vera e propria benedizione che potra' forse permettere a questo incantevole luogo di sopravvivere all'onda d'urto di noi imperturbabili vacanzieri disposti a tutto pur di riuscire a goderci al caldo e al sole un po del nostro prezioso tempo. Io sull'isola ci rimarro' per quattro giorni, favorito anche dalla spietata concorrenza tra le guest-house che ha fatto crollare drasticamente i prezzi, anche se per tutto il resto va detto che i locali cercano in ogni modo di trarre il massimo profitto da questi pochi mesi di frenetica iperattivita', rendendosi il piu' delle volte decisamente sgradevoli; l'esatto opposto della stragrande maggioranza dei bengalesi che rimarranno per sempre nel mio cuore per la loro spropositata generosita' ed ospitalita' dimostratemi in questi pochi giorni trascorsi nel loro affascinante paese.

Dopo due settimane passate a sentirmi continuamenmte osservato e ad essere addirittura seguito per la strada, decido di togliere cortesemente il disturbo e scendere dal palcoscenico, rientrando nella cara e vecchia India, passando questa volta dalla sua porta nascosta sul retro...


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