Pace nel Sinai


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Africa » Egypt » Sinai » Nuweiba
January 2nd 2019
Published: January 14th 2019
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Decido di prendermi una breve pausa dal viaggiare, una vacanza oserei dire, e di allontanarmi momentaneamente da Israele e dal suo costo della vita a dir poco esagerato. Attraverso il confine nel profondo Sud tra le citta' di Eilat e Taba e mi ritrovo cosi' nel Sinai, quel triangolo di terra che forma un ponte naturale tra l'Asia e l'Africa, una terra di aride montagne e mari stupendi, popolata dai nobili beduini, antichi padroni di queste lande desolate.

E vacanza sia! Mi fermo nel nulla a meta' strada tra Taba e Nuweiba, dove su un lungo tratto di spiaggia dorata, praticamente disabitata, sorgono decine di "camps" beduini presso cui poter soggiornare nel piu' completo isolamento dalla civilta' e da quasi tutte le comodita' del mondo moderno. Accampamenti? Campeggi? Baraccamenti? Non saprei proprio come definirli: sono spartani capanni di canne e legno (in Asia si sarebbe utilizzato il bambu') dotati di un semplice materasso su cui dormire e di una piccola veranda da cui potersi godere in pace e tranquillita' il sole ed il mare. Niente wi fi, docce con acqua salmastra, trasporti pubblici a dir poco inaffidabili, freddo pungente di notte e cucina aperta a discrezione dello chef (pescatore a tempo perso e per necessita'): tutto cio' viene ampiamente ricompensato dall'aspra bellezza del luogo e dal fatto di ritrovarsi praticamente da soli tra lo scenario infernale di infuocate montagne alle spalle ed un calmo ed invitante Mar Rosso dalle acque cristalline davanti ai propri occhi, con le misteriose terre dell'Arabia Saudita non lontane all'orizzonte.

Tutto cio' e' stato reso possibile grazie agli israeliani: Conquistato il Sinai durante la guerra del 1967, giovani hippies di ritorno dalle lontane spiagge indiane di Goa hanno deciso di ricostruire una versione locale e vicino a casa di quelle loro amate terre; per anni tutto e' filato liscio, anche se non siamo ai tropici ed il clima non e' sempre quello ottimale, ma poi il terrorismo islamico degli ultimi anni (attentati a Taba, Dahab e Sharm el Sheik) ha praticamente azzerato il flusso di turisti da queste parti. Solo di recente i piu' temerari stanno ritornando, ed ancora, i piu' vecchi tra loro, narrano con la luce che brilla nei loro occhi di quei tempi passati in cui il paradiso, e non l'inferno, era davvero cosi' vicino alle porte di casa....


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