The forgotten far west of Bolivia

South America » Bolivia » Potosí Department » Tupiza

Bolivias flagPublished: March 2nd 2006South America » Bolivia » Potosí Department » Tupiza
February 28th 2006

English



We are now in Bolivia! We arrived here by crossing the border with Argentina from La Quiaca. Visiting La Quiaca, the northest part of Argentina, is one of the cool (or maybe silly?) things that one could do together with visiting the southern most part of Argentina, Ushuaia (more than 5000 km far south). Argentinian buses do not dare to cross the border and have problems through the bad gravel roads of Bolivia, so they left us before the border just to say 'And now on foot!'. So we grabbed our backpacks and started to walk for about one km to cross the border (after having our last argentinan milanesa con papas fritas of course...). It was a bit hard since we were at 3500 meters of altitude and with so much weight you can feel it. Moreover, the sun was really strong and almost above our heads. Although in the northest part of Argentina one could already find typical indios villages with Quechua population, the border between Argentina and Bolivia is quite a crossover: on one side you have basically Europe (Argentina) and on the other side you have the real South America (Bolivia). From now our life will be less easier but for sure more interesting from the cultural point of view. A lot of bolivian women about one meter tall and with very colourful clothes appeared already at the border. Their skinny legs below their wide and short skirts move so rapidly, that taking a picture of them is quite a hard task. In Villazon (the bolivian town from the other side of the border), we had to stop a couple of hours to wait for the bus to Tupiza. The trains do not work everyday... we discovered it at the train station, so we had to go back to the bus station, trying to avoid the water bombs that children were throwing against us... We arrived to Tupiza with a typical local bus. The difference between bolivian buses and the argentinian ones is really impressive, you wonder how they can go on. The engine makes a noise similar to the roar of a lion and they do not have suspensions. Wow, we will have fun! Anyway the bus managed to arrive at the speed of 30 km per hour.

During our trip we could observe nice landscapes and a so beautiful rainbow, which for sure cannot be seen in Europe. We also realised how poor this country is. Many people live in houses made of mud, in the middle of nowhere, most probably without water. We arrived at Tupiza after a strange control of the police, that ordered to everybody to get off and started to spray some liquid all around the bus (to disinfect it from unknown contagious illnesses?...boh, we could not give an answer).
Tupiza is a nice village in the middle of astonishing landscapes with multicolor rocks. From here we wanted to leave for the jeep tour to see the famous salar de Uyuni. Unfortunately we had to wait for two days before forming a group for the tour. Actually this was not so bad, since we could have the chance to visit the landscapes around Tupiza. We did horse riding (never done in our life, but here is extremely cheap!) and we did also a little tour with the jeep. Bolivia looks really an amazing country, it's an unexplored paradise, since there are not as many tourists as in Perù or other neighbouring countries. It is interesting also to observe the typical costums. The typical local public transports are trucks like for merchandise where 50 or more bolivians squeeze (see photo). Indios women, instead of going to the toilet, stand by the roads, raise a bit their skirts and that's it! Even in front of people (we could experiment it...), they do not care! Anyway, we liked a lot the landscapes near Tupiza, it's seems to be really like a forgotten far west.

Italiano



Ebbene sí, siamo in Bolivia. Abbiamo lasciato l'Argentina raggiungendo la citta' piu' a nord, La Quiaca. Cosí siamo riusciti in una di quelle imprese idiote, tanto sognate da molti viaggiatori che abbiamo incontrato, di toccare la cittá piú a sud e piú a nord dell'Argentina, Ushuaia e La Quiaca. Pochissimi autobus argentini hanno il coraggio di passare il confine ed affrontare le strade boliviane. Il nostro autobus ci ha lasciato poco prima del confine, quasi come se volesse dire... da qua in poi dovete camminare con le vostre gambe. E cosi' abbiamo fatto, dopo aver ufficialmente detto addio all'Argentina sbranandoci l'ultima milanesa con papas fritas (cotoletta alla milanese con patate fritte, per qualche motivo tutti gli argentini ne vanno matti), con gli zaini in spalla abbiamo attraversato il confine a piedi. Appena abbiamo lasciato la frontiera, davanti a noi abbiamo trovato un altro mondo. Anche se il confine separa indios originariamente appartenti alla stessa etnia, i Quechua, sia dal lato argentino che da quello boliviano, ci sono grosse differenze da una parte all'altra. Mentre La Quiaca e' un tranquillo paese, Villazon, il suo gemello boliviano, e' un gran casino. Pochissime automobili, solo gli autobus, quasi sempre scassati e camion, carichi di persone fino all'inverosimile, vagano ad orari imprevedibili per le terribili strade sterrate boliviane. Villazon non e' un granche', una tipica citta' di frontiera, percio' appena passato il confine ci siamo diretti con tutta fretta alla stazione per prendere un treno per Tupiza. Siamo riusciti in qualche modo ad evitare la calorosa accoglienza dei bambini boliviani, consistente in una pioggia di gavettoni d'acqua, correndo verso la stazione con gli zaini in spalla sotto il sole. Cosa non facile visto che Villazon si trova a 3500 metri sul mare. Alla stazione capiamo di essere in Bolivia. Nessun treno! Il giorno seguente ne sarebbe passato uno. Rimangono solo 2 possibilita': i tanto temuti autobus boliviani o rischiare la vita' sotto il fuoco incrociato dei bambini di Villazon. Autobus! La distanza fino a Tupiza non e' neanche tanta, poco meno di 100 km... tempo di percorrenza 3 ore!! La strada e' praticamente una carettera per muli. L'autobus per conto suo e' un piccolo gioiello della tecnologia: senza sospensioni, un motore che fa il casino di un elicottero. Ad ogni cambio di marcia sembrava di sentire il ruggito di un leone. Velocita' massima 30 km all'ora. Ogni villaggio, casa o cuccia per animali e' una fermata dell'autobus. Per di piu' all'entrata di Tupiza la polizia ci ha fatto scendere tutti per un controllo... invece di guardare i bagagli hanno spruzzato una sostanza magica sull'autobus e ci hanno lasciato passare (non fate domande... non abbiamo la piu' pallida idea del perche'). Quindi siamo riusciti in un modo o nell'altro ad arrivare a Tupiza. La nostra idea era di partire il giorno seguente per un tour di 4 giorni per visitare il famoso salare di Uyuni. Anche qui niente da fare, per partire bisogna formare un gruppo di almeno 4 persone. Ci sono voluti due giorni prima di trovare una mistica coppia di tedeschi interessati al tour. Nei due giorni che siamo rimasti bloccati a Tupiza, abbiamo avuto l'occasione di esplorare i fantastici paesaggi vicini. Canyons, montagne colorate... insomma un vero e proprio far west. Meno famoso di quello statunitense, ma altrettanto suggestivo. Per gli appasionati di western: Butch Cassidy e Sundance the Kid sono vissuti proprio qui vicino (anche il film e' stato girato nella zona). Noi per entrar nella giusta atmosfera da far west abbiamo affittato 2 cavalli (prezzo 1,5 euro l'ora) per visitare i dintorni. Ma perche' le selle sono cosi' dure? Ci sono voluti giorni prima di riniziare a camminare normalmente. Abbiamo passato il tempo restante a Tupiza a non fare nulla. L'unica paranoia e' stata cercare di fotografare una delle numerosissime donnette boliviane, alte un metro o poco piu' e vestite con abiti coloratissimi. Sembrerebbe una cosa facile... ma la velocita' con la quale si muovono e' impressionante. Dopo innumerevoli tentativi siamo riusciti a beccarne una o due... non siamo soddisfatti del risultato... ci riproveremo!

Replies (Risposte)



Helmut: We didn't have any clear clue... we didn't feel like accusing anybody, since there were not witnesses. We will be more cautios in Peru.

Biagio: Thanks! We will try to print it (at least for us). Surely, it will be read more than our theses.

Luisa: Buon viaggio in Russia! Ci sentiamo quando torni.

Glauco:?

Checco: Grazie... effettivamente abbiamo imparato la lezione.

Mp: Duecoltelli é un figo, girano voci che non abbia una ragazza.... Come ti sei ammalata? No, niente carnevale!? Anche noi preferivamo essere a Venezia, il Carnevale boliviano é alquanto pericoloso tra gavettoni, petardi, schiuma, i bambini qua non scherzano!!




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Alvise & Chiara
Finally got our phds, it's time to leave south! To warm up in South America for 4 months. First stop Argentina, last one Cuba and in the middle... well, we don't know yet! Keep in touch to know! We want to see all your comments!!! Oh ragazzi... eccoci qua, sopravvissuti al dottorato nei freddi paesi del nord... per recuperare alla nostra carnagione cadaverica ci tocca andarcene al Sur per almeno 4 mesi... speriamo che capirete e attendiamo con ansia i vostri sagaci commenti altrimenti niente cartoline! Chiara & Alvise... full info
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Bolivia, named after independence fighter Simon BOLIVAR, broke away from Spanish rule in 1825; much of its subsequent history has consisted of a series of nearly 200 coups and counter-coups. Comparatively democratic civilian rule was established in 1...more info

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..what about in Italy?





Comments
Date: 2nd March 2006

photos of women
be aware that it is bad carma for people in the andes to have their photo taken. they might even throw stones at you, or in the best case demand money....

From Blog: The forgotten far west of Bolivia
Date: 2nd March 2006


anni fa avevo visto un servizio sulla bolivia (outlander?)..e mi aveva affascinato! sembra bellissima! appare tutto così..compìto (voce del verbo compire!) gli indios corrono veloci per non farsi rubare l'anima dall'obiettivo, o per rubare l'obiettivo???eheh,scherzo!baci e abbracci!

From Blog: The forgotten far west of Bolivia
Date: 4th March 2006

Ciao raga!!
Ciao ragazzi!! Finalmente mi faccio vivo, meglio tardi che mai...mi trovo dagli arroganti e così posso andare su internet. Ultimamente sono stato molto preso dal tirocinio e ...da un corso per diventare pizzaiolo!! Ho preso il diploma :-) Sapete com'è, in tempi di grossa crisi se non dovesse andarmi subito bene come pissicologo, potrei fare per un po' il pizzicologo. Avete avuto una bellissima idea a fare il blog, con foto e racconti molto interessanti. Sto continuando con Luca, l'Alessia e la Fra il corso di salsa: siamo al livello intermedio e giusto ieri siamo andati a ballare al "Paradiso latino", un bel locale poco fuori Padova. Ora vado a sgranocchiare qualcosa... Continuate così che siete forti!!! Un abbraccio. Gigi

From Blog: The forgotten far west of Bolivia
Date: 5th March 2006

laurea del casotto!
Eccoci qua! Mi limito ad annunciare la laurea del Casotto per il 14 marzo! Se proprio non riuscite a venire spediteci almeno una mazza spezzaossa boliviana... o qualcosa di simile! Ciao. Luca.

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