Published: September 28th 2006Europe » Italy » UmbriaSeptember 27th 2006


dormono dappertutto 1
...in metropolitana, nei ristoranti, in ufficio... Per quel che riguarda l'ufficio, qualcuno ci ha detto che è considerata una buona cosa dormire lì: significa che ti stai impegnando molto e quindi, ovviamente, sei stanco. E che lui si è messo un sacco a pelo sotto la scrivania per far vedere come si impegna. Ci avrà presi in giro??
Eccomi tornata a casa da qualche giorno. Sono ancora molto frastornata e mi sveglio tra l'1 e le 3 di notte senza più riaddormentarmi, e tante cose mi sembrano molto strane. Qui nessuno si inchina, per esempio! Suppongo che presto smetterò anch'io.
Il viaggio è stato travagliato perché, tanto per cominciare, ho quasi perso l'aereo! La sera prima c'erano in programma cena+bevute con gli altri traduttori, dopo il lavoro, ma Diana e Xavier volevano comprarsi una Nintendo DS prima di partire, perché in Giappone hanno colori che non vengono esportati, e quindi abbiamo girato un bel po' (erano esaurite dappertutto); si sono fatte le 10 di sera, ero stanchissima e dovevo ancora fare i bagagli; mi sono quindi esentata dalla cena (avevo mangiato da scoppiare tutto il giorno) e dalle bevute (sono pressoché astemia) e li ho esortati a passare da camera mia quando rientravano in albergo, così ci salutavamo. Sono arrivati alle 23 con birre per loro, succo di frutta per me e la chitarra... Xavier ci ha suonato Strawberry Fields Forever, perché quando facevamo colazione c'era sempre una musica somigliante, e molte altre cose, e Thorsten anche, e chiacchiere, e risate, e io ho anche bevuto due sorsini
di birra che mi hanno intontita... Insomma, a un certo punto sono andati via e io mi sono ritrovata a cercare di capire che cosa dovevo portare e che cosa lasciare per mancanza di spazio, ma erano le 2 di notte e non capivo più niente, e mi sono detta: ok, dormo 3 ore, metto la sveglia alle 5 così riesco a fare tutto. Dovevo prendere un taxi alle 8.15 per arrivare sicuramente in tempo al bus per l'aeroporto, prenotato il giorno prima, e fra le 5 e le 8.15 dovevo fare la doccia, colazione, i bagagli, il check-out dall'albergo... ma ero così spossata che non ho neanche sentito la sveglia (a 10 cm dalla testa, incorporata nella testiera del letto, e per niente discreta) e ho aperto gli occhi alle 8.20! Angoscia................. Niente doccia, niente colazione, ho buttato in valigia le cose a casaccio (portando cose di nessuna importanza e lasciandone lì alcune a cui tenevo), sono schizzata via... non è passato un taxi immediatamente... e a Shinjuku il primo bus per l'aeroporto era tutto pieno, e il secondo anche, e ho dovuto prendere quello delle 10. Insomma, sono arrivata in aeroporto con quasi 2 ore di ritardo sui


strano lavoro
Schiaccia le lattine.
miei programmi, con lo stomaco attorcigliato per l'ansia (e le vertigini perché avevo saltato cena e colazione).
Ma gli dei mi proteggono... la partenza era stata spostata di un'ora. :-)))))))))
Il lungo viaggio in sé è privo di storia; ho visto 3 film e mezzo, ho dormicchiato un po', ho guardato per ore la Russia che scorreva sotto di me. Immense distese senza segni di "civiltà" umana, perlomeno non abbastanza grandi da essere visibili da lassù. Il fatto che accanto avessi una coppia giapponese, però, mi ha fatto venire in mente che non vi ho ancora raccontato una cosa. E' forse la cosa che mi ha fatto più piacere scoprire in Giappone; per la precisione, è il pregiudizio che mi ha fatto più piacere abbandonare. Ero vagamente convinta che, nonostante i tempi moderni etc etc, la condizione femminile risentisse ancora molto del passato. Per quel che sono riuscita a capire, è così in alcuni campi (per esempio, chiedevo com'è la situazione assistenziale per malattie, infortuni, maternità e simili e mi hanno detto che il discorso "maternità" praticamente non si pone, perché quando una donna è incinta smette automaticamente - quasi sempre - di lavorare e sta a casa a
occuparsi della prole, come ci si aspetta da lei). Però mi è piaciuto molto vedere come si comportano le coppie: anche se non si sfiorano quasi (non si vedono come da noi coppiette per mano, che si baciano, si abbracciano, si toccano), sono però _molto_ carini. Soprattutto le coppie di una certa età, o anche vecchietti veri e propri: parlano molto fra loro, si sorridono, lui le porta la borsetta, sembrano provare vero piacere a stare insieme. Alcune coppie mi facevano davvero una grande tenerezza. Fra i più giovani ho visto poche coppie; Tokyo sembra la città dei single 20-30enni, o forse è perché ho frequentato soprattutto le aree degli uffici e dello shopping. Quelle poche, però, sembravano quasi altrettanto carine. Insomma, nessuna sottomissione femminile, per quel che ho visto (poco, purtroppo). Se qualcuna/o più esperta/o sa che non è così, le/gli sarò grata se mi scriverà e mi racconterà...
Mi è piaciuto molto anche il comportamento attento e allegro dei padri nei confronti dei figli; avrete visto anche voi tanti padri europei che si trascinano in giro i figli nel fine settimana in cui toccano a loro, con un'aria vagamente sofferente, un'espressione un po' "mi sento in colpa/sono una
vittima", e sembrano non sapere bene che farne. Mi è piaciuto molto vedere diversi padri giapponesi con bambini di varie età che giocavano, chiacchieravano e ridevano con loro in maniera, mi sembrava, molto più rilassata e tranquilla. Sembravano divertirsi davvero!
L'arrivo a Milano (nonostante le insistenze, è stato impossibile ottenere un volo diretto per Roma) è stato traumatico: tanto per cominciare siamo stati in coda, in piedi, per 1 ora e 1/2 perché c'erano solo 5 sportelli per il controllo passaporti e solo 3 erano in funzione! Un buon inizio............ Io ero esausta dopo quel lunghissimo e (come sempre) scomodissimo volo, e ne avevo davanti un altro anche se breve, e appesi alle spalle avevo uno zaino che sembrava pesare 40 kg e la borsa del portatile piena da scoppiare di tutti gli aggeggi elettronici e avrei pianto di spossatezza, e immagino come stessero le molte persone anziane (più anziane di me, I mean, tanto per prevenire le battutacce :)) o quelle con bambini piccoli. Una vergogna. A Tokyo c'era voluto un attimo, c'erano moltissimi sportelli e personale efficientissimo. E poi la lunghissima coda per andare in bagno, perché chi ha progettato un aeroporto grande e importante come Malpensa


dormono dappertutto 3
... o, se non dormono, ricevono/inviano e-mail con i cellulari.
non ha pensato che le centinaia di persone che scendono da un aereo possono aver bisogno del bagno, e quindi sono pochissimi... e, soprattutto, ci è mancato poco che vomitassi per lo sporco e il tanfo. E non c'era carta igienica. E il pavimento era tutto bagnato e appiccicaticcio. I moltissimi giapponesi avevano l'aria un po' sconvolta, e non mi stupisce; è stato scioccante per me, dopo 5 settimane in Giappone dove i bagni splendono e luccicano e odorano solo di disinfettante... immagino per loro. Per non parlare della scortesia e inefficienza di tanti impiegati e funzionari, altro che inchini e sorrisi e ringraziamenti... E poi ci si stupisce se il turismo diminuisce. Mi stupisco che esista ancora.
Non c'entra niente con il Giappone, ma non posso fare a meno di ricordare un altro arrivo solitario a Malpensa, anni fa, al ritorno dal mio primo viaggio in Messico. Avevo solo dollari, ed essendo domenica non c'era neanche un cambio aperto (!). E neanche un bancomat funzionante (!!). E allo sportello dove dovevo comprare il biglietto del pullman per Genova non accettavano la carta di credito (!!!!!!). Avevo passato un mese in una nazione del terzo mondo dove ovunque, anche nei
paesotti, accettavano la carta di credito e c'erano bancomat funzionanti e cambiavalute. Arrivo in uno dei due principali aeroporti italiani e non posso fare niente di tutto ciò?? Ero furibonda.
Insomma, rientro desolante come sempre, e tanta voglia di risalire su un aereo e ripartire.
Però è stato bellissimo riabbracciare Simon e Silvano e vedere la gioia di Nina, la mia cagnolina (per fortuna non le è venuto un infarto), e sarà bellissimo, stasera, riabbracciare Gianni.
Ed è bellissimo respirare aria pulita, non trovarsi la faccia grigia di sporco alla sera e poter aprire le finestre senza problemi perché non entrano né smog né rombi di traffico. E non essere assordata dagli altoparlanti dei negozi e dei locali. E non congelarsi per l'aria condizionata siberiana.
Ma mi mancano tante cose, proprio tante.
La cosa che mi manca di più (credo) è il senso di sicurezza, il poter andare in giro tranquilla per le strade, anche di notte e da sola, senza problemi e timori. Sembra incredible, visto quanto è grande e frenetica, ma in questo senso è una città molto rilassante. E mi manca l'onestà dei giapponesi, estremamente rilassante anche quella. Poter andare al buffet di
un ristorante affollato lasciando la borsa appesa alla sedia, perché non la tocca nessuno. Mi dicono che, se si perde un portafogli, se dentro c'è un documento o comunque un indirizzo ci sono ottime probabilità che torni dal proprietario con tutti i soldi dentro. Proprio come qui... E, poi, una cosa incredibile: in metropolitana molte persone entrano, mettono la borsetta o la ventiquattr'ore sulla reticella in alto, si siedono e si addormentano istantaneamente. Qui (non solo in Italia) quante borse ritroverebbero??
Ah: la valigia, stavolta, è arrivata insieme a me. :o)))
Amiche, amici, parenti, semplici conoscenti (praticamente Friends, Romans, countrymen), persone sconosciute che leggono e commentano e mi scrivono: vi saluto, vi abbraccio e vi ringrazio del tempo che mi avete dedicato, del vostro apprezzamento, dei vostri commenti, dell'avere un po' diviso con me questa avventura.
Al prossimo viaggio degno di nota!
There are more photos below
Photos: 42
Displayed: 29
Petra
non-member comment
Cara Lia, mi mancheranno le puntate del tuo Travelblog. Era un grosso piacere leggerti e vedere tutte queste belle foto. Speriamo che ci torni presto:-)
From Blog: Italia, 27 settembre 2006